In tribunale

Vigevano, chieste condanne fino a cinque anni per sei imputati

La pm ha ricostruito il presunto intreccio tra politica, incarichi e pressioni sulle dimissioni consiliari

Vigevano, chieste condanne fino a cinque anni per sei imputati

Richieste di condanna fino a cinque anni nel procedimento sulla presunta corruzione a Vigevano. Al termine della requisitoria, il pubblico ministero Chiara Giuiusa ha chiesto cinque anni per Andrea Ceffa, Roberta Giacometti, Matteo Ciceri e Alessandro Gabbi. Per Alberto Righini e Angelo Ciocca la richiesta è invece di quattro anni.

Gli imputati sono accusati, a vario titolo, di corruzione, istigazione alla corruzione e falso ideologico. La vicenda, ricostruita dall’accusa, è esplosa nel novembre di due anni fa e riguarda una serie di manovre politiche e rapporti finalizzati, secondo la procura, a condizionare gli equilibri amministrativi della città.

La ricostruzione dell’accusa

Al centro della requisitoria è stata posta la cosiddetta Congiura di Sant’Andrea, il tentativo del 30 novembre 2022 di far cadere l’allora sindaco di Vigevano Andrea Ceffa attraverso le dimissioni contestuali dei consiglieri comunali. L’operazione non andò a buon fine dopo il ripensamento del consigliere Riccardo Capelli. Secondo la pm, il progetto sarebbe stato coordinato in modo occulto dall’ex europarlamentare leghista Angelo Ciocca.

Nella vicenda, secondo l’impostazione accusatoria, avrebbe avuto un ruolo anche l’imprenditore Alberto Righini, intenzionato a far pagare a Ceffa il mancato via libera alla costruzione di un supermercato nell’ex cinema Marconi di corso della Repubblica. In questo contesto sarebbero avvenuti numerosi contatti con Luca Battista e con la compagna Emma Stepan, consigliera di maggioranza, alla quale sarebbero stati offerti 15.000 euro per partecipare alle dimissioni.

Il presunto incarico in Asm

Le manovre, secondo quanto sostenuto dall’accusa, sarebbero proseguite nei mesi successivi con il presunto contratto in Asm Vigevano e Lomellina destinato all’allora consigliera Roberta Giacometti. Per la procura, l’incarico sarebbe stato assegnato tramite un prestanome per consentirle di restare nella maggioranza, nonostante una possibile incompatibilità prevista dalla legge.

Nel caso sarebbero stati coinvolti anche i manager Alessandro Gabbi, all’epoca direttore amministrativo di Asm Vigevano e Lomellina, e Matteo Ciceri, allora amministratore unico di Vigevano Distruzione Gas. Entrambi, secondo la ricostruzione della pm, avrebbero incontrato più volte il sindaco per favorire l’assegnazione dell’incarico. Le difese di Ceffa e Giacometti hanno respinto le accuse. La prossima udienza è fissata per mercoledì mattina al tribunale di Pavia, quando parleranno i legali degli altri imputati.