La diocesi di Vigevano valuta la creazione di nuove unità pastorali per affrontare la carenza di sacerdoti. L’ipotesi è stata discussa durante un incontro di vicariato del 1 ottobre, dopo le polemiche suscitate dai trasferimenti di alcuni parroci attivi in due parrocchie cittadine.
Le unità pastorali prevedono il coordinamento di più parrocchie sotto la guida di un parroco moderatore. Non è detto che un solo sacerdote debba occuparsi stabilmente di tutte le comunità coinvolte, ma il modello consentirebbe di condividere alcune attività e di organizzare in modo più efficace la presenza dei parroci, anche in caso di ferie o malattia.
Il progetto per le parrocchie
Tra le conseguenze possibili ci sarebbe una riduzione dell’autonomia delle realtà più piccole. Le celebrazioni potrebbero essere programmate in modo coordinato, evitando per esempio la presenza di due messe alla stessa ora in parrocchie vicine. Il progetto, tuttavia, è ancora in fase di elaborazione e potrebbe subire modifiche prima di essere definito.
La proposta confermerebbe l’unità pastorale del centro, che comprende il duomo, San Francesco, San Pietro Martire e le confraternite della Madonna della Neve, di Santa Maria del Popolo, del Crocefisso e di San Giorgio. In un secondo raggruppamento sarebbero inserite le parrocchie della Madonna Pellegrina, del Cristo Re e del Cascame.
Resterebbero poi due unità di dimensioni maggiori. La prima riunirebbe Immacolata, Addolorata, Battù, Piccolini, Buccella e la Confraternita San Bernardo. La seconda comprenderebbe Fatima, Sacro Cuore, Santi Giovanni e Pio, le frazioni, il Carmine, Pompei e i frati.
Le proteste dei fedeli
Il tema delle unità pastorali è da tempo seguito dal vescovo di Vigevano, monsignor Gervasoni, ma finora non è stato sviluppato completamente. La diminuzione del numero dei parroci potrebbe però accelerare l’attuazione del progetto e rendere necessaria una riorganizzazione delle comunità.
Nei giorni scorsi le decisioni sui trasferimenti avevano provocato reazioni in diverse parrocchie. All’Immacolata i fedeli si sono riuniti in preghiera e hanno esposto striscioni per chiedere la permanenza di don Alberto Fassoli. In duomo, invece, si è svolta un’assemblea per raccogliere firme contro il trasferimento di don Cesare Silva e don Antonio Mercuri.