Inchiesta pavese

Sempio, a Garlasco i legali: «Nulla da temere»

Gli avvocati preparano gli atti dopo la conclusione degli accertamenti e contestano l’assenza di elementi sufficienti.

Sempio, a Garlasco i legali: «Nulla da temere»

La difesa di Andrea Sempio si prepara al possibile rinvio a giudizio nell’inchiesta bis sul delitto di Garlasco, che riguarda l’omicidio di Chiara Poggi. Fuori dal tribunale di Pavia, gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia hanno spiegato che, considerando il clima creatosi attorno alla vicenda, ritengono probabile l’avvio di un processo, pur sostenendo che gli elementi raccolti non siano sufficienti a sostenere l’accusa.

«Il processo ci sarà, nonostante secondo noi manchino elementi contro il nostro assistito», ha dichiarato Taccia, aggiungendo che la difesa è pronta ad affrontare il contraddittorio. Il collegio legale, nel quale è entrato anche l’avvocato Danilo Pichierri, sta predisponendo gli atti da depositare entro venti giorni dalla chiusura delle indagini, comunicata dalla Procura di Pavia all’inizio della settimana.

La strategia della difesa

Secondo quanto riferito da Taccia, i legali hanno già ascoltato diversi testimoni. Tra gli aspetti esaminati ci sono anche la calzata e le scarpe, oltre ad altri elementi dell’indagine. Sempio, ha spiegato l’avvocata, starebbe vivendo questa fase da «rassegnato fiducioso», mentre la difesa continua a preparare le proprie argomentazioni in vista dei prossimi passaggi giudiziari.

Durante le indagini, l’indagato ha scelto di non sottoporsi all’esame del consulente della Procura incaricato della valutazione psichiatrica, Roberto Catanesi. Lo psichiatra ha quindi sospeso la perizia, ritenendo di non disporre di elementi sufficienti per formulare risposte adeguatamente motivate e metodologicamente corrette. Taccia ha definito la decisione una scelta rientrante nella strategia difensiva, sostenendo che il vissuto personale e sanitario di Sempio non evidenzi patologie o alterazioni delle funzioni psicofisiche.

Il rapporto con il caso Stasi

Le indagini su Sempio e l’eventuale revisione del processo che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi restano formalmente distinte, anche se i due procedimenti possono inevitabilmente intrecciarsi. Nel comunicare la chiusura delle indagini, la Procura ha fatto riferimento ad analisi mai depositate che, secondo i legali di Stasi, avrebbero potuto scagionarlo già nel 2007.

Cataliotti ha scelto di non intervenire sulla posizione di Stasi, salvo che gli venga chiesto di esaminare una specifica prova capace di interferire con la posizione del proprio assistito. Taccia, invece, ha auspicato una revisione per le difficoltà tecnico-processuali legate alla contemporanea presenza di un condannato in via definitiva e di un indagato che, con ogni probabilità, potrebbe diventare imputato. Se si arriverà all’udienza preliminare senza una revisione, la difesa di Sempio ha già annunciato di avere pronte le eccezioni da sollevare in aula.