Regione Lombardia si prepara a modificare la legge sui data center approvata a giugno. La revisione nasce dalle numerose richieste di insediamento arrivate negli ultimi mesi, con una particolare concentrazione nella provincia di Pavia. L’obiettivo della Giunta è introdurre criteri più stringenti per orientare i nuovi progetti verso il recupero di aree già compromesse e rendere meno conveniente il consumo di suolo agricolo.
Vincoli per le aree agricole
Tra le ipotesi allo studio figura un ulteriore irrigidimento delle condizioni per chi intende realizzare centri di elaborazione dati in zone agricole. Al contrario, la normativa dovrebbe favorire gli interventi nelle aree dismesse, considerate prioritarie per ridurre l’impatto dei nuovi insediamenti. La Regione punta inoltre a premiare l’impiego di tecnologie più avanzate e a incentivare il recupero del calore prodotto dai data center.
Palazzo Lombardia ha annunciato anche l’apertura di due tavoli di confronto: uno con il Governo e uno con Terna. Il confronto servirà a verificare le richieste di connessione alla rete elettrica legate ai progetti in esame. L’ultima domanda, in ordine di tempo, è stata presentata a Garlasco dalla società che ha rilevato l’area ex Record di via Pavia.
Il confronto nei territori
Il tema è al centro del dibattito anche a Certosa di Pavia, dove è stato presentato un progetto in un’area vicina alla Cascina Colombara. La possibile revisione della legge ha suscitato la reazione delle opposizioni in Consiglio regionale, che contestano l’impianto delle norme approvate nei mesi scorsi e chiedono vincoli più incisivi.
Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Nicola Di Marco ha definito la legge una “fuffa”, parlando di un’ennesima presa in giro da parte del centrodestra lombardo. Critico anche il consigliere del Pd Simone Negri, secondo cui la maggioranza non avrebbe ascoltato le obiezioni e sarebbe andata incontro a una situazione difficile.
Il collega dem Matteo Piloni ha chiesto che il recupero delle aree dismesse diventi ancora più vincolante. Piloni ha inoltre sollecitato una cornice nazionale capace di stabilire soglie e limiti più uniformi per la realizzazione dei data center. Le modifiche alla legge regionale, secondo quanto comunicato dalla Regione, sono attese entro un mese.