L’omicidio di Chiara Poggi sarebbe stato compiuto in un arco di tempo compreso tra alcune decine di minuti e un’ora. È la conclusione contenuta nella relazione depositata dai consulenti della Procura di Pavia alla chiusura delle indagini nei confronti di Andrea Sempio, accusato del delitto di Garlasco.
La patologa forense Cristina Cattaneo e l’anatomopatologo Biagio Eugenio Leone indicano un intervallo non inferiore ai 15-30 minuti, ma ritengono più probabile una durata compresa tra la mezz’ora e i 60 minuti. Gli stessi esperti precisano tuttavia che l’orario non può essere definito scientificamente con maggiore precisione.
La finestra temporale dell’aggressione
La nuova valutazione amplia, con margini di incertezza, la finestra temporale dell’aggressione e della morte della giovane. Secondo investigatori e inquirenti, questo elemento inciderebbe sulla ricostruzione della posizione di Alberto Stasi, che avrebbe avuto a disposizione soltanto 18 minuti per compiere l’omicidio: il periodo compreso tra le 9.12, quando fu disattivato l’allarme della casa dei Poggi, e le 9.36, momento in cui Stasi accese il computer per lavorare alla tesi.
La consulenza conferma inoltre la presenza di lesioni da difesa. Chiara Poggi avrebbe quindi cercato di resistere all’aggressore, in una colluttazione che, secondo i consulenti, si sarebbe protratta nel tempo. Nella relazione si parla di un’azione aggressiva articolata e non concentrata in un unico momento.
La dinamica ricostruita nella villa
Gli esperti affermano che non emergono elementi in contrasto con la dinamica ricostruita dai Ris del colonnello Berti, in particolare per quanto riguarda gli spostamenti della vittima. Al contrario, le nuove analisi medico-legali avrebbero rafforzato quella ricostruzione.
Già nella sua prima relazione Cristina Cattaneo aveva ipotizzato un’aggressione in più fasi. I Ris di Cagliari avevano rilevato l’impronta di una mano ai margini della pozza di sangue più ampia, all’ingresso della villa, considerato il punto in cui sarebbe iniziata l’aggressione mortale.
Secondo l’ipotesi contenuta nella nuova indagine, Chiara sarebbe stata colpita in quel punto e avrebbe tentato di sottrarsi all’aggressore dirigendosi verso la porta a libro della cantina. Qui sarebbe stata nuovamente colpita. Altri colpi, infine, sarebbero stati inferti quando la giovane era già esanime sulle scale.
La collocazione temporale indicata dai consulenti potrebbe avvicinarsi a quella stimata dal medico legale Marco Ballardini, che eseguì l’autopsia e aveva collocato il decesso tra le 10.30 e le 12, con maggiore probabilità tra le 11 e le 11.30. Lo spostamento in avanti dell’orario della morte escluderebbe Stasi dalla scena del crimine secondo la ricostruzione degli inquirenti e renderebbe più pesante la posizione di Andrea Sempio.