Processo politico

Corruzione a Vigevano, Ciocca: «Giudicatemi sulle prove»

La pm ha chiesto quattro anni per l’ex europarlamentare e Alberto Righini dopo il tentativo fallito di far cadere l’amministrazione.

Corruzione a Vigevano, Ciocca: «Giudicatemi sulle prove»

È il giorno delle difese nel procedimento che vede imputati Angelo Ciocca e Alberto Righini, accusati di tentata corruzione per il tentativo, poi fallito, di provocare le dimissioni di massa dei consiglieri comunali di Vigevano. L’iniziativa risale al novembre 2022 e avrebbe avuto l’obiettivo di far cadere l’amministrazione guidata dal leghista Andrea Ceffa.

La richiesta della Procura

La pm Giuiusa ha chiesto quattro anni di carcere per Ciocca e Righini. Oggi tocca ai loro legali replicare alle accuse sostenute dalla Procura e ricostruire, dal punto di vista delle difese, i fatti contestati nel procedimento. La vicenda ruota attorno al progetto politico di ottenere le dimissioni di un numero sufficiente di consiglieri per determinare la caduta della maggioranza comunale, ma l’operazione non è andata a buon fine.

Ciocca, ex europarlamentare della Lega, si è presentato in tribunale con un cartello attraverso il quale ha dichiarato di voler essere giudicato sulle prove. Nel messaggio ha sostenuto che la Procura gli starebbe chiedendo quattro anni di vita, richiamando la pena sollecitata dalla pm. Il gesto ha accompagnato la sua presenza all’udienza dedicata alle conclusioni della difesa.

Gli altri imputati

Nel procedimento sono coinvolti anche l’ex sindaco Andrea Ceffa, l’ex consigliera comunale Roberta Giacometti e gli ex dirigenti di Asm Alessandro Gabbi e Matteo Ciceri. Per loro, la pm aveva chiesto cinque anni di pena. L’accusa contestata è quella di corruzione, collegata a un presunto incarico destinato a Giacometti con l’obiettivo di rafforzare la maggioranza di Ceffa dopo il fallito tentativo di farlo decadere.

La sentenza non dovrebbe arrivare al termine dell’udienza odierna. Secondo quanto riportato, la decisione potrebbe essere pronunciata più probabilmente l’11 novembre. Fino a quel momento il procedimento resta nella fase delle conclusioni, con le difese chiamate a confrontarsi con le richieste formulate dalla Procura.