Prosegue il percorso per l’iscrizione della Via Francigena in Italia nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. L’organo tecnico dell’Organizzazione ha espresso un giudizio preliminare positivo sulla proposta italiana, riconoscendo il ruolo dell’antico tracciato come preminente itinerario della cristianità.
La valutazione rappresenta un passaggio significativo dell’iter e consente di procedere alla fase successiva, dedicata alla predisposizione del dossier completo della candidatura. Il documento dovrà raccogliere e organizzare gli elementi necessari a sostenere la richiesta di riconoscimento internazionale.
Il percorso istituzionale
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha definito la Via Francigena un patrimonio condiviso, capace di attraversare territori e comunità e di raccontare una parte della storia e dell’identità europea. Secondo il ministro, il parere preliminare dell’Unesco riconosce il lavoro svolto dal Ministero della Cultura, dagli enti locali e dalle associazioni coinvolte e rappresenta un incoraggiamento a proseguire verso il possibile riconoscimento come patrimonio mondiale dell’umanità.
La candidatura riguarda un itinerario che parte da Canterbury, in Inghilterra, e arriva fino alla tomba di San Pietro a Roma. Nel territorio della provincia di Pavia, il tracciato si sviluppa per circa 126 chilometri e attraversa 16 comuni, da Palestro a Chignolo Po.
Un itinerario europeo
Nel Medioevo la Via Francigena divenne un punto d’incontro per i tre grandi pellegrinaggi della cristianità occidentale, oltre che per culture, simboli e linguaggi diversi. Ancora oggi il percorso richiama ogni anno migliaia di pellegrini, con possibili ricadute anche sul turismo dei territori attraversati, compresa la provincia pavese.