Integrare nel percorso di cura una dimensione di creatività, relazione e partecipazione. È l’obiettivo del laboratorio permanente di ceramico-terapia attivo al Mondino di Pavia, dove ogni settimana i bambini e i ragazzi seguiti dal Centro di Neuroftalmologia dell’età evolutiva possono confrontarsi con l’argilla in un contesto diverso da quello strettamente clinico.
L’attività è offerta gratuitamente dalla Fondazione Lene Thun, realtà che dal 2006 porta negli ospedali italiani laboratori permanenti di terapia ricreativa attraverso la modellazione della ceramica. Nel progetto ospitato dal Mondino, il contatto con l’argilla e la manualità diventano strumenti di esplorazione, espressione e relazione, affiancando il percorso assistenziale senza sostituirsi alle cure mediche.
Un’attività oltre la dimensione clinica
Il laboratorio propone ai partecipanti un’esperienza basata sulla lavorazione diretta della materia. Il tatto e la possibilità di dare forma all’argilla contribuiscono a creare uno spazio di partecipazione e condivisione, nel quale bambini e ragazzi possono esprimersi attraverso la realizzazione di piccoli manufatti. L’iniziativa è organizzata con cadenza settimanale all’interno del Centro di Neuroftalmologia dell’età evolutiva.
La Fondazione Lene Thun riferisce che i laboratori permanenti attivi negli ospedali sono oggi 56. Dal 2014, secondo i dati presentati dall’organizzazione, le attività hanno coinvolto oltre 90mila bambini. Il modello si basa sulla gratuità del servizio e sulla continuità della presenza nei contesti di cura.
L’opera collettiva al Mondino
Nel corso dell’incontro organizzato al Mondino di Pavia con i vertici della Fondazione è stata inaugurata anche Il filo del discorso, un’opera collettiva e in divenire. La composizione raccoglie piccole opere in ceramica realizzate dai bambini e dai ragazzi durante i laboratori.
L’opera rappresenta così il risultato concreto del lavoro svolto nel laboratorio e il contributo dei giovani partecipanti a un progetto comune. La sua natura aperta e progressiva richiama la continuità dell’attività, che prosegue ogni settimana per affiancare i minori in cura presso la struttura pavese con una proposta fondata sulla creatività e sulla relazione.