Impegno gratuito

Studenti volontari al Meeting: un servizio aperto all’incontro

Ventotto universitari iscritti a Pavia partecipano alla manifestazione tra stand, mostre e attività di accoglienza.

Studenti volontari al Meeting: un servizio aperto all’incontro

C’è anche una componente pavese tra i volontari impegnati al Meeting di Rimini, la manifestazione annuale promossa da Comunione e Liberazione. Sono ventotto gli universitari che studiano a Pavia e hanno scelto di mettere a disposizione il proprio tempo durante la settimana dell’evento, svolgendo attività negli stand, nelle mostre e nei punti di ristorazione.

I compiti sono diversi: c’è chi si occupa di illustrare le esposizioni, chi lavora alla cassa e chi vende i biglietti della lotteria. Per i ragazzi coinvolti, il volontariato rappresenta un modo per contribuire all’organizzazione del Meeting e, nello stesso tempo, per vivere le relazioni con i visitatori. Sabrina Bonanomi, 24 anni, originaria di Buccinasco e iscritta al quinto anno di Ingegneria edile-architettura all’Università di Pavia, al mattino studia in albergo in vista degli esami di settembre e nel pomeriggio svolge il turno in una yogurteria.

La studentessa racconta di aver collegato il lavoro alla cassa al tema dell’incontro con l’altro, affrontato durante la riunione iniziale dei volontari. Questa impostazione, spiega, incide anche sul modo di rivolgersi ai clienti. Un’esperienza simile è quella di Sofia Gradara, 21 anni, veronese e iscritta al terzo anno di Logopedia, assegnata a un altro punto di ristorazione. I suoi turni brevi, riferisce, le consentono di dedicare più tempo alle persone che si presentano allo stand, senza considerarle soltanto in rapporto allo scontrino.

La mostra dedicata a Clare Crockett

Tra i volontari c’è anche Sara Gerevini, 24 anni, di Cremona, al primo anno di Fisioterapia a Pavia. Il suo incarico è presentare la mostra O todo o nada!, dedicata alla storia di suor Clare Crockett, giovane religiosa irlandese morta nel 2016 durante il terremoto in Ecuador. Gerevini spiega che, a ogni presentazione, scopre un aspetto ulteriore della figura della religiosa, descritta come una donna radicale, consapevole della propria fragilità e dell’amore ricevuto.

All’esposizione partecipano anche dieci consorelle di Clare Crockett: quattro provenienti dalla casa di Lumezzane, quattro dalla Spagna e due dagli Stati Uniti. Con loro ha collaborato Alessandra Chalmers, 46 anni, pavese e insegnante del Cardano. Laureata in Design, si è occupata dell’allestimento della mostra e ha raccontato di essere stata colpita dalla vicinanza della religiosa a Dio, testimoniata anche dai pensieri e dalle preghiere annotati nei suoi quaderni.

Le esperienze dei volontari pavesi si inseriscono così nelle molte attività che animano il Meeting di Rimini, tra accoglienza, ristorazione e approfondimento culturale. Il loro contributo è svolto gratuitamente e nasce dalla volontà di partecipare alla costruzione dell’evento attraverso mansioni concrete e il rapporto diretto con il pubblico.