Indagini giudiziarie

Omicidio Vaccaro, interrogato il 17enne arrestato

Il giovane ha risposto alle domande sulla rissa e sulla fuga dopo la coltellata costata la vita al 25enne.

Omicidio Vaccaro, interrogato il 17enne arrestato

È stato sottoposto a un lungo interrogatorio il 17enne arrestato perché gravemente indiziato di concorso morale e materiale nell’omicidio di Gabriele Vaccaro. Il ragazzo è stato ascoltato dagli inquirenti nel carcere minorile Beccaria di Milano, dove era stato trasferito dopo l’arresto. L’audizione ha riguardato i minuti in cui, nella notte del 19 aprile, una lite è degenerata in una rissa e poi nell’aggressione costata la vita al 25enne di Favara.

La ricostruzione dell’aggressione

Secondo quanto emerso dalle indagini, il litigio sarebbe nato per una pizza. Nel parcheggio dell’area Cattaneo di Pavia si sarebbero affrontati il gruppo di amici di Vaccaro e quello del minorenne. Durante lo scontro, Gabriele sarebbe stato colpito al collo con una coltellata sferrata da un 16enne, ritenuto l’autore materiale del delitto e arrestato poche ore dopo i fatti.

Il 17enne era già stato ascoltato dagli investigatori nei mesi scorsi. Dopo il nuovo arresto, disposto mercoledì mattina, è stato interrogato venerdì. Il suo legale di fiducia, l’avvocato Antonio Savio, ha riferito che il ragazzo avrebbe risposto a tutte le domande con sincerità.

Le accuse nei confronti del minorenne

Il giudice per le indagini preliminari ha ravvisato il rischio di reiterazione del reato. Alla base del provvedimento ci sarebbero gli elementi raccolti sul comportamento del 17enne durante e dopo la rissa. Secondo l’accusa, il ragazzo avrebbe provocato gli altri giovani e successivamente protetto l’amico più piccolo. I due minorenni sarebbero fuggiti insieme dopo l’accoltellamento.

Il 17enne avrebbe inoltre fornito alcuni abiti al 16enne, con l’obiettivo di impedirne l’identificazione da parte delle forze dell’ordine. Gli investigatori avrebbero acquisito anche contenuti pubblicati sui social, nei quali il ragazzo si sarebbe vantato dell’accaduto. Per il giudice, questi elementi sarebbero indicativi della sua pericolosità sociale.

Dopo essere stato ferito, Vaccaro era stato riaccompagnato a casa dagli amici, che potrebbero aver sottovalutato la gravità della lesione. In seguito il giovane era stato trasportato d’urgenza all’ospedale San Matteo, ma i medici non erano riusciti a salvarlo. Nella relazione conclusiva dell’autopsia, il medico legale Elena Invernizzi aveva giudicato altamente improbabile che un soccorso più tempestivo avrebbe potuto evitare la morte del 25enne.