Sono 65 i Comuni della provincia di Pavia che hanno aderito al protocollo di Controllo di vicinato promosso dalla Prefettura. Il dato indica che oggi più di un Comune su tre del territorio provinciale partecipa al progetto, avviato nel luglio 2018 con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra cittadini e istituzioni sul fronte della sicurezza urbana.
Il ruolo dei residenti
L’iniziativa prevede il coinvolgimento volontario degli abitanti, chiamati a prestare attenzione a ciò che accade nelle proprie zone e a segnalare eventuali situazioni sospette. Il progetto non attribuisce ai cittadini compiti di vigilanza o di intervento, ma punta a favorire una partecipazione attiva e ordinata alle politiche di sicurezza del territorio.
Gli aderenti possono creare gruppi condivisi su WhatsApp o altri social network e individuare un coordinatore. Attraverso questi canali vengono raccolte informazioni relative a possibili episodi anomali o a condizioni ritenute in grado di compromettere l’ordinato vivere civile, tra cui il degrado urbano e l’abbandono di rifiuti.
La procedura per le segnalazioni
Nel gruppo i residenti possono inviare messaggi, fotografie o video. Il coordinatore ha il compito di raccogliere e valutare le informazioni ricevute, verificandone la rilevanza prima di procedere, se necessario, a una segnalazione alle forze dell’ordine. In questo modo il protocollo stabilisce un canale di comunicazione strutturato, evitando iniziative individuali o interventi diretti da parte dei cittadini.
L’ultima adesione al progetto è quella di Cergnago, in Lomellina, che ha sottoscritto l’accordo mercoledì scorso. Il Comune si aggiunge così agli altri enti locali della provincia che hanno scelto di aderire al protocollo prefettizio, basato sullo scambio di informazioni tra comunità, coordinatori dei gruppi e Polizia.
Il Controllo di vicinato si fonda quindi sulla collaborazione volontaria dei residenti e sul raccordo con le autorità competenti. Le segnalazioni riguardano esclusivamente situazioni osservate sul territorio e devono essere trasmesse secondo le modalità previste dall’accordo, lasciando alle forze dell’ordine le verifiche e gli eventuali interventi.