Il prezzo della benzina ha superato i 2 euro al litro anche nel territorio pavese, trasformando quella soglia in un riferimento ormai ricorrente per gli automobilisti. Fino a una decina di giorni fa la verde si trovava ancora pochi centesimi al di sotto, mentre il gasolio continua a essere venduto stabilmente oltre i due euro.
Il rincaro pesa soprattutto su chi utilizza ogni giorno l’auto e deve sostenere il costo del rifornimento per gli spostamenti quotidiani. In queste settimane caratterizzate da vacanze e viaggi, l’aumento incide ulteriormente sui bilanci familiari. Il dato medio della Lombardia conferma la tendenza registrata nel Pavese.
Il confronto con le settimane precedenti
Nel giro di un mese la benzina è passata da circa 1,95 a 2 euro al litro. Il diesel, invece, ha raggiunto quota 2,12 euro, rispetto ai 2,04 euro di inizio agosto. L’incremento riguarda quindi entrambi i principali carburanti, ma per la benzina la crescita risulta più marcata se rapportata al livello di partenza dell’estate.
Per individuare l’origine dell’aumento occorre tornare ai primi giorni di luglio, quando è terminato il taglio di 5 centesimi sulle accise della benzina deciso dal governo e successivamente non prorogato. In quel momento il prezzo medio regionale era di 1,79 euro al litro. Dopo circa un mese e mezzo, il valore ha raggiunto i due euro, con un aumento complessivo dell’11 per cento.
L’impatto sul rifornimento
La variazione è evidente anche considerando un pieno standard. Per riempire un serbatoio da 50 litri si è passati da una spesa di circa 89,50 euro a 100 euro. L’aggravio supera quindi i 10 euro per ogni rifornimento completo, rendendo il costo dei carburanti una voce sempre più difficile da ignorare per chi percorre quotidianamente lunghe distanze.