Violenza online

Sei giovani identificati per il pestaggio di Belgioioso

Un filmato circolato in rete ha consentito ai militari di risalire ai presunti responsabili, tra 16 e 21 anni.

Sei giovani identificati per il pestaggio di Belgioioso

Un uomo di 33 anni è stato aggredito da un gruppo di giovani a Belgioioso, nel Pavese. Il pestaggio, avvenuto nella notte tra il 12 e il 13 settembre, è stato ripreso con un telefono cellulare e il video è stato successivamente diffuso su TikTok, diventando virale sui social media.

La vittima ha raccontato di essere stata colpita inizialmente vicino all’edicola del Castello, mentre si trovava con altre persone. Dopo il primo pugno, che gli ha fatto cadere gli occhiali, l’uomo è finito a terra ed è stato colpito con calci alle costole. L’aggressione sarebbe poi proseguita in altre due zone del centro abitato, nei pressi di piazza Vittorio Veneto.

Le indagini dei carabinieri

Il trentatreenne ha riportato un occhio tumefatto e una costola rotta. Oltre alle conseguenze fisiche, ha descritto anche il disagio provocato dalla diffusione delle immagini, spiegando di essersi sentito umiliato e vulnerabile dopo aver visto il filmato. La sua testimonianza è stata raccolta dai carabinieri della stazione di Belgioioso, che hanno analizzato il video ancora presente online.

Grazie alle immagini, i militari hanno identificato sei ragazzi italiani, di età compresa tra 16 e 21 anni, ritenuti responsabili dell’aggressione. Per il più giovane è scattata la denuncia alla Procura dei Minori di Milano. Gli indagati sono accusati, in concorso, di lesioni personali aggravate, diffamazione aggravata, trattamento illecito di dati personali, omissione di soccorso e violazione delle disposizioni previste per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo.

La reazione della comunità

La diffusione del video ha suscitato preoccupazione a Belgioioso. Alcuni residenti hanno espresso sconcerto per la brutalità dell’aggressione e per il fatto che le immagini siano state condivise online. La vicenda ha riacceso anche il dibattito sulla sicurezza nel paese e sulle conseguenze della pubblicazione di contenuti che espongono la vittima alla derisione.

Il trentatreenne, secondo quanto riferito, ha un disturbo psichico ed è noto in paese per precedenti difficoltà legate al consumo di sostanze stupefacenti. In passato aveva soggiornato in una struttura alberghiera con una sistemazione sostenuta dal Comune. Terminato il contributo, aveva proseguito pagando autonomamente, utilizzando la Naspi, prima di ritrovarsi senza un alloggio. Alcuni residenti lo hanno descritto come una persona che avrebbe bisogno di sostegno e di un percorso di cura.