Sei persone sono state denunciate dai carabinieri della stazione di Belgioioso per l’aggressione ai danni di un uomo di 33 anni con disabilità. I fatti, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, si sarebbero verificati nella notte del 12 settembre nel centro del comune, nella zona dell’incrocio tra piazza Vittorio Veneto e via Cairoli.
L’uomo sarebbe stato preso di mira per motivi ritenuti futili e aggredito fisicamente e verbalmente in tre momenti distinti della stessa serata. Il gruppo coinvolto comprende un ragazzo di 16 anni e altri cinque giovani di età compresa tra i 18 e i 21 anni. La vittima, a causa delle lesioni riportate e del trauma subito, si trova ancora in una comunità terapeutica.
Le riprese diffuse sui social
A rendere più complessa la vicenda è la successiva registrazione dell’aggressione. Le fasi del pestaggio sarebbero state riprese con alcuni telefoni cellulari e i filmati, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero stati poi caricati e condivisi sulle piattaforme social. La diffusione delle immagini avrebbe trasformato l’episodio in una forma di esposizione pubblica della persona aggredita.
Le indagini condotte dai carabinieri hanno permesso di ricostruire la dinamica dell’accaduto e di individuare i sei presunti responsabili, tutti deferiti in stato di libertà. Gli atti sono stati trasmessi alla Procura di Pavia e alla Procura per i Minorenni di Milano, considerata la presenza di un minorenne tra i soggetti coinvolti.
Le ipotesi di reato
Le contestazioni, formulate a vario titolo e in concorso tra loro, comprendono le lesioni personali aggravate, anche in relazione alla condizione di minorata difesa della vittima, la diffamazione aggravata e il trattamento illecito di dati personali per la ripresa e la diffusione dei video senza autorizzazione.
Tra le ipotesi contestate figura anche l’omissione di soccorso, legata alla mancata assistenza alla persona aggredita, oltre alla violazione delle disposizioni della legge 71 del 2017 e successive integrazioni sulla prevenzione e il contrasto del cyberbullismo.
L’attività investigativa non è conclusa. I carabinieri stanno svolgendo ulteriori accertamenti per definire il ruolo che ciascun indagato avrebbe avuto nelle diverse fasi dell’aggressione e nella diffusione dei filmati. Le contestazioni restano allo stato ipotesi investigative: la responsabilità penale dovrà essere accertata nelle sedi giudiziarie competenti.