Udienza preliminare

Inchiesta Clean3 a Pavia, chiesto il processo per otto

La giudice dovrà stabilire se accogliere la richiesta della Procura o disporre il proscioglimento degli indagati

Inchiesta Clean3 a Pavia, chiesto il processo per otto

La Procura di Pavia ha chiesto il rinvio a giudizio per otto persone coinvolte nell’inchiesta Clean3, relativa a presunte irregolarità nella gestione di controlli all’interno di cantieri edili e locali pubblici. Secondo l’accusa, alcuni controllori avrebbero modificato o indirizzato le ispezioni per ottenere vantaggi economici e per favorire imprenditori ritenuti amici.

La giudice Maria Cristina Lapi ha fissato l’udienza preliminare al 3 novembre. In quella sede dovrà decidere se accogliere la richiesta dei pm Alberto Palermo e Valentina De Stefano oppure prosciogliere gli imputati, come sostenuto dalle difese. L’inchiesta era stata chiusa alla fine di aprile e ora le contestazioni saranno sottoposte alla valutazione dell’autorità giudiziaria.

Le accuse contestate

Le ipotesi di reato comprendono, a vario titolo, corruzione, frode in procedimento penale e depistaggio, falso materiale e ideologico, rivelazione di segreto d’ufficio e tentata concussione. Tra gli indagati figura Daniele Ziri, brigadiere del Nucleo Ispettorato del Lavoro, oggi in Sardegna. Sono coinvolti anche gli ex colleghi Antonio Scoppetta, carabiniere forestale sospeso, Maurizio Pappalardo, ex comandante del nucleo informativo, e Alessandro Calvi, all’epoca appuntato dello stesso reparto.

Scoppetta è già stato condannato in secondo grado a quattro anni e sei mesi nell’ambito dell’inchiesta Clean2, mentre Pappalardo è stato condannato in primo grado a cinque anni e otto mesi per corruzione e stalking. Calvi è noto anche per la carriera nel nuoto, con la partecipazione alle Olimpiadi di Atene 2004 e Pechino 2008.

Gli altri imputati

Rischiano il processo anche Alberto Righini, ex presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili di Pavia, Fernando Di Fiore, all’epoca funzionario dell’Ispettorato del lavoro e oggi dirigente di Ats Pavia, Diego Mogni, responsabile di uno dei cantieri controllati, ed Ervin Cani, idraulico attivo nello stesso sito.

Secondo la ricostruzione della Procura, alcuni imprenditori avrebbero rifiutato di pagare per ottenere controlli più favorevoli o evitare sanzioni. Altri, invece, avrebbero accettato di versare somme di denaro o offrire altri vantaggi per ottenere la riduzione delle sanzioni o evitare denunce. Tra i presunti benefici sarebbero comparsi pasti gratuiti in alcuni ristoranti di Pavia e la disponibilità di box o appartamenti a titolo gratuito o a prezzo ridotto.

A Ziri vengono contestati diversi episodi, comprese presunte richieste di denaro accompagnate dalla minaccia di sospendere i cantieri. Per la posizione di Righini, l’accusa prende in esame anche un messaggio Telegram con cui il brigadiere lo avrebbe informato di alcune ispezioni programmate a Vigevano.

Gli imputati saranno assistiti dai rispettivi difensori. Tra gli avvocati indicati figurano Marcello Caruso, Anna Cicala, Lorenzo Nicolò Meazza, Beatrice Saldarini, Yuri Lissandrin, Giorgio Bertolotti, Guido Torti, Massimiliano Caffetti, Anna Maria Polito e Simona Callegari. Sarà l’udienza preliminare a stabilire se il procedimento approderà alla fase dibattimentale.