Fauna selvatica

Caccia all’ibis sacro autorizzata anche in provincia di Pavia

Il provvedimento regionale riguarda Pavese e Lomellina: limite di trenta esemplari giornalieri e domande dal 21 settembre al 9 ottobre

Caccia all’ibis sacro autorizzata anche in provincia di Pavia

La Giunta regionale lombarda ha autorizzato il prelievo in deroga dell’ibis sacro nella stagione venatoria 2026-2027. Il provvedimento, proposto dall’assessore all’Agricoltura Alessandro Beduschi, consentirà di cacciare la specie dal 15 novembre al 31 gennaio 2027 in tutti gli Ambiti territoriali di caccia e negli istituti venatori privati della Lombardia.

Il provvedimento interessa anche la provincia di Pavia, dove l’ibis sacro è diffuso soprattutto nelle aree risicole del Pavese e della Lomellina. Si tratta di un grosso uccello di palude, riconoscibile per il capo e il collo privi di penne e di colore nero, considerato dalla Regione una specie dannosa per l’equilibrio dell’ecosistema.

Le regole per il prelievo

L’attività sarà riservata ai cacciatori residenti autorizzati. Ogni cacciatore dovrà annotare i capi abbattuti sul tesserino venatorio e non potrà superare il limite di trenta esemplari per giornata di caccia. Il prelievo sarà consentito da appostamento fisso, appostamento temporaneo e alla posta.

Per partecipare sarà necessario presentare una richiesta di autorizzazione alla deroga alle strutture regionali dell’Agricoltura, Foreste, Caccia e Pesca competenti in base alla residenza anagrafica. Le domande dovranno essere inoltrate nel periodo compreso tra il 21 settembre e il 9 ottobre.

Una misura estesa alla Lombardia

La decisione regionale introduce quindi un sistema uniforme per la gestione della presenza dell’ibis sacro negli ambiti venatori lombardi. In provincia di Pavia l’intervento riguarda in particolare le zone di risaia, dove la specie risulta maggiormente presente secondo quanto riportato nel provvedimento.