La carenza di professionisti sanitari non riguarda soltanto gli ospedali. In provincia di Pavia, territorio tra i più anziani della Lombardia e caratterizzato dalla presenza di migliaia di pazienti cronici, il numero dei medici di medicina generale in servizio si è ridotto del 25 per cento in 14 anni.
Circa 350 persone senza medico
Secondo una stima della Fimmg, la Federazione italiana dei medici di medicina generale, sono circa 350 le persone rimaste senza medico di famiglia. Il dato è stato calcolato depurandolo dai residenti che da anni non richiedono di essere presi in carico e rappresenta quindi la dimensione della platea che, in base alle valutazioni dell’organizzazione, avrebbe effettivamente bisogno di un professionista di riferimento.
Il medico di famiglia costituisce uno dei principali punti di accesso al sistema sanitario, soprattutto per una popolazione anziana e per chi convive con patologie croniche. La riduzione degli organici rende più difficile garantire continuità nell’assistenza e accompagnamento nel tempo, mentre il ricambio generazionale non procede con la stessa rapidità con cui aumentano le esigenze del territorio.
Le prospettive per i prossimi anni
La situazione è legata a una crisi della professione che si protrae da tempo. Alle uscite dal servizio non corrisponde, al momento, un numero sufficiente di nuovi ingressi, con il rischio di lasciare scoperte ulteriori posizioni e di aumentare la pressione sui professionisti ancora in attività.
Le previsioni elaborate sulla base dell’andamento del turn-over e dei nuovi accessi indicano tuttavia una possibile inversione di tendenza intorno al 2029. In quel periodo le fuoriuscite dovrebbero ridursi e potrebbero iniziare a produrre effetti le misure adottate per aumentare i posti disponibili nei corsi di Medicina. La risalita dipenderà quindi dalla capacità di trasformare l’incremento della formazione in un effettivo rafforzamento dell’assistenza sul territorio pavese.