Allarme risorse

Siccità e Ticino, riserve idriche al 52% in meno

Riso, vino nel Pavese: attivisti chiedono interventi sulle infrastrutture agricole

Siccità e Ticino, riserve idriche al 52% in meno

Prosegue l’allerta per la siccità nel territorio pavese, dove a destare maggiore preoccupazione è la situazione del fiume Ticino. Il deficit complessivo delle riserve idriche lombarde si attesta al 52 per cento, un dato sostanzialmente in linea con quello rilevato la settimana precedente.

Il livello attuale resta comunque migliore rispetto al minimo raggiunto nell’estate del 2022, segnata da una grave crisi idrica. A riferire i dati è stato l’assessore regionale Massimo Sertori, secondo il quale la situazione potrebbe registrare un miglioramento grazie alle precipitazioni attese nelle prossime ore. L’eventuale ritorno della pioggia rappresenta un elemento di possibile sollievo, ma non elimina le criticità accumulate sul territorio.

Le difficoltà per l’agricoltura

L’emergenza sta incidendo anche sulla stagione agricola. In provincia di Pavia risultano danneggiate due produzioni particolarmente rilevanti: il riso e il vino. L’allarme è stato lanciato dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Claudio Mangiarotti, che ha invitato il comparto risicolo a coordinarsi per programmare le strategie future.

Tra le ipotesi indicate figurano il miglioramento dell’efficienza delle reti irrigue e la valutazione della fattibilità di vasche di laminazione e invasi. Si tratta di interventi presentati nel quadro della necessità di gestire con maggiore efficacia la disponibilità d’acqua e di ridurre l’impatto delle crisi sulle attività agricole.

Nel settore vitivinicolo, invece, la carenza d’acqua ha determinato una diminuzione delle rese. La situazione si inserisce in un contesto già difficile per i produttori, segnato dal calo dei prezzi delle uve e dall’aumento dei costi di produzione. La combinazione di questi fattori aggrava le conseguenze economiche della crisi per le aziende del territorio.

La protesta sul fiume

Giovedì mattina, al Barcè di piazzale Ghinaglia, a Pavia, l’associazione Bargniff ha organizzato un’azione simbolica per richiamare l’attenzione sul prosciugamento del Ticino. Il gruppo, impegnato sui temi della giustizia climatica e ambientale, ha collocato davanti all’imbarcazione alcuni pesci morti realizzati in cartapesta.

Per gli attivisti, quei simboli rappresentano non soltanto una situazione emergenziale, ma una condizione destinata a diventare una nuova normalità, i cui effetti devono essere affrontati nell’immediato. La manifestazione si è svolta senza problemi.