Il rincaro dei libri di testo si scontra con tetti di spesa ministeriali che, secondo i dirigenti scolastici, non vengono adeguati con chiarezza da diversi anni. Il risultato è una revisione delle adozioni: per restare nei limiti, gli istituti sono costretti a ridurre il numero dei volumi obbligatori o a indicare come consigliati testi ritenuti utili dai docenti.
È la situazione affrontata ogni primavera da Filippo Dezza, dirigente dell’Iti Maserati-Baratta-Maragliano di Voghera, quando il collegio docenti approva i libri per l’anno successivo. Il tetto può essere superato del 10 per cento, ma quando una classe oltrepassa anche questo margine la scuola viene invitata a rivedere la delibera. Le alternative sono tagliare alcune adozioni, scegliere meno testi oppure trasformare in consigliato un volume considerato necessario per l’attività didattica.
Il peso sui ragazzi e sulle famiglie
La scelta ha conseguenze soprattutto sugli studenti. Se una famiglia decide di non acquistare un libro indicato come consigliato, l’alunno può rimanere senza quel materiale e il docente deve ricorrere a dispense, fotocopie o contenuti preparati direttamente dalla scuola. Per Dezza, l’aumento dei prezzi dovrebbe essere accompagnato da un aggiornamento del massimale, altrimenti gli istituti non riescono a conciliare le esigenze didattiche con la sostenibilità della spesa.
Il dirigente attribuisce una parte della responsabilità anche alle modalità editoriali. In alcuni casi, spiega, un testo resta pressoché uguale nei contenuti ma cambia codice editoriale e viene considerato una nuova adozione. A suo giudizio servirebbe un coordinamento nazionale e un confronto più stabile tra Ministero, editori e scuole, così da evitare che ogni istituto debba affrontare autonomamente il problema.
La stima di Federconsumatori, che indica rincari medi del 20 per cento all’anno, trova riscontro nell’esperienza descritta dal dirigente. Nel frattempo gli istituti cercano soluzioni interne. Alcuni preparano materiali didattici propri, altri mettono a disposizione delle famiglie i volumi presenti nelle biblioteche. Al Maserati-Baratta-Maragliano, che conta quasi 1.700 studenti, vengono forniti campioni, dispense e altri materiali. Esiste anche una piccola voce di bilancio per sostenere chi non riesce ad acquistare tutti i testi, ma gli interventi restano occasionali e dipendono dalle risorse disponibili.
Aiuti limitati e spese moltiplicate
Il sostegno viene attivato quando una famiglia segnala una difficoltà economica. Non si tratta però di un sistema stabile: la disponibilità varia di anno in anno e dipende dai volumi presenti nella biblioteca o lasciati alla scuola dai rappresentanti editoriali. Le risorse vengono riservate ai casi più complessi, soprattutto quando nello stesso nucleo familiare ci sono più studenti e gli acquisti si concentrano nello stesso periodo.
Il confronto con i genitori, riferisce Dezza, è limitato. I rappresentanti sono presenti soprattutto nelle classi iniziali e intervengono raramente sulle adozioni. Per una famiglia con due o tre figli iscritti allo stesso istituto, una spesa di circa 400 euro per studente può diventare rapidamente difficile da sostenere. Senza massimali aggiornati e un dialogo continuativo tra le parti, ogni scuola continua quindi a cercare un equilibrio tra qualità dell’insegnamento e disponibilità economiche delle famiglie.