Il tribunale di Pavia ha condannato a 12 anni di carcere Massimo Adriatici, avvocato ed ex assessore comunale alla sicurezza di Voghera, per l’omicidio volontario di Younes El Boussettaoui. Il 39enne, di origini marocchine, fu ucciso la sera del 20 luglio 2021 in piazza Meardi, dove Adriatici esplose un colpo con una Beretta calibro 22 detenuta per difesa personale.
Secondo la motivazione del giudice Luigi Riganti, lo schiaffo ricevuto dall’imputato rappresentò un’offesa ingiusta, ma la risposta fu sproporzionata e intenzionale. La sentenza configura così un eccesso doloso di legittima difesa, ritenendo che Adriatici abbia percepito in modo errato il pericolo e abbia agito con dolo. Prima dello sparo aveva mostrato la pistola a Younes, che lo colpì al volto facendolo cadere. Il proiettile raggiunse la vittima al torace.
La ricostruzione dei fatti
La sentenza ripercorre l’incontro avvenuto in via Emilia e il successivo avvicinamento dei due verso il bar Ligure. Adriatici aveva dichiarato di tenere d’occhio Younes perché l’uomo avrebbe creato problemi nei giorni precedenti in alcuni locali del centro. La scena fu ripresa dalla telecamera di corso XXVII Marzo, ma il momento dello sparo rimase coperto dal muro del bar.
Per il giudice, Adriatici si trovava a terra, aveva perso gli occhiali e si sentiva minacciato dall’avvicinamento della vittima, ma sapeva che Younes era disarmato. Sparando a distanza ravvicinata, avrebbe quindi voluto colpire mortalmente l’avversario o avrebbe accettato il rischio di ucciderlo. Riganti ha osservato che l’imputato avrebbe avuto altre possibilità, come spingere l’aggressore, colpirlo con le mani oppure sparare in aria.
La posizione della difesa
Il procedimento si è svolto con rito abbreviato dopo un iter giudiziario complesso. In precedenza, l’accusa era quella di eccesso colposo di legittima difesa. Nel novembre 2024 la giudice Valentina Nevoso aveva chiuso il primo grado senza una sentenza, disponendo che la Procura valutasse la modifica dell’imputazione in omicidio volontario, anche nella forma del dolo eventuale.
Gli avvocati Luca Gastini e Carlo Alleva hanno definito la decisione non condivisibile e hanno annunciato l’appello. Secondo i legali, il giudice ha riconosciuto la presenza dei presupposti della legittima difesa e l’ingiustificabile violenza subita da Adriatici, ma ha ritenuto che l’ex assessore avesse deciso volontariamente di eccedere nell’uso dell’arma in poco più di un secondo. La difesa contesta questa ricostruzione, sostenendo che una persona appena atterrata da un colpo al volto non avrebbe potuto assumere una decisione lucida in un intervallo così breve.