Emergenza caldo

La Regione boccia i fondi per il raffrescamento delle scuole

Bocciato l'aumento di fondi per climatizzatori nelle scuole comunali.

La Regione boccia i fondi per il raffrescamento delle scuole

La Regione ha rifiutato l’aumento delle risorse destinate all’acquisto di sistemi di raffrescamento e all’adeguamento degli impianti elettrici per asili nido e scuole dell’infanzia, comprese quelle locali. Attualmente, solo l’asilo Pollicino è dotato di un impianto di climatizzazione per affrontare l’afa estiva.

Richiesta del Partito Democratico

Il Partito Democratico aveva presentato un ordine del giorno per impegnare la giunta a prevedere, a partire dal 2027, un incremento stabile di risorse del Fondo per l’edilizia scolastica di Regione Lombardia, specificamente per il raffrescamento e l’adeguamento degli impianti elettrici. Roberta Vallacchi, consigliera regionale, ha commentato: «Siamo riusciti a ottenere l’istituzione di un fondo per la lotta alla crisi climatica da 10 milioni di euro, che include anche interventi per il raffrescamento degli edifici scolastici». Tuttavia, per arrivare a questo risultato, il PD ha dovuto minacciare di bloccare l’Aula, presentando 8mila emendamenti.

Le dichiarazioni degli esponenti politici

Ruggero Invernizzi, sottosegretario a Controlli, patrimonio e digitalizzazione, ha risposto che, sebbene l’intento dell’ordine del giorno sia nobile, è necessario considerare le molteplici esigenze della Lombardia, che conta 1.336 scuole dell’infanzia e 2.637 servizi educativi per bambini da 0 a 3 anni. Invernizzi ha assicurato che seguirà la questione di Vigevano, dove è stata approvata una mozione per dotare le scuole comunali di impianti di condizionamento.

Andrea Sala, ex sindaco e attuale consigliere regionale, ha sottolineato che la responsabilità per la gestione degli edifici scolastici ricade esclusivamente sul Comune, affermando: «La Regione finanzia già benefici di ambito sociale come il bonus asilo. Gli edifici e i relativi impianti sono di stretta competenza comunale».