Operazione notturna

Due fermati per la sparatoria davanti alle piscine di Seriate

Il provvedimento è ora atteso al vaglio del giudice, dopo il trasferimento nel capoluogo orobico.

Due fermati per la sparatoria davanti alle piscine di Seriate

Due uomini sono stati fermati dai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta sulla sparatoria avvenuta il 21 giugno davanti alle piscine Aquamore di Seriate. Il blitz è scattato nella notte tra venerdì e sabato a Vigevano, nella zona di corso Milano compresa tra il passaggio a livello e la rotonda di via San Giovanni.

Una decina di militari in tenuta mimetica e antisommossa, insieme a un furgone blindato, ha fatto irruzione in alcune proprietà individuate dagli investigatori. L’operazione, condotta dai carabinieri della Compagnia di Bergamo, sezione operativa, con il supporto dei reparti speciali e la presenza del pubblico ministero Antonio Mele, ha attirato l’attenzione dei residenti, svegliati dal movimento di uomini e mezzi.

Il fermo e le accuse

I fermati sono due cittadini marocchini, entrambi sulla trentina. Dopo l’intervento sono stati trasferiti nelle camere di sicurezza e successivamente accompagnati al comando provinciale dei carabinieri di Bergamo, in via delle Valli. In serata il pubblico ministero ha emesso il decreto di fermo con le accuse di tentato omicidio, porto e detenzione di armi, comprese armi da guerra.

Durante l’interrogatorio, svolto alla presenza del pm, del procuratore aggiunto Maria Cristina Rota e del loro legale, i due uomini si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il provvedimento dovrà ora essere sottoposto alla convalida del giudice per le indagini preliminari. Secondo l’ipotesi accusatoria, i fermati sarebbero gli autori materiali dell’agguato, ma la loro posizione dovrà essere valutata nelle successive fasi del procedimento.

L’agguato e lo sfondo dell’inchiesta

La sparatoria era avvenuta il 21 giugno all’esterno degli impianti di Seriate, mentre il pubblico lasciava le piscine. Due uomini con il volto coperto e armati di fucile d’assalto e mini mitragliatrice avrebbero atteso un connazionale, per poi inseguirlo sparando. Il bersaglio era riuscito a fuggire senza riportare ferite; sul posto erano stati recuperati almeno otto bossoli.

Il gruppo, composto da quattro persone, si sarebbe mosso a bordo di una Peugeot 3008 presa a noleggio. Un testimone aveva annotato la targa, poi comunicata alle pattuglie. Due ore dopo l’auto era stata intercettata ad Abbiategrasso, mentre si dirigeva verso Milano, ed era finita fuori strada durante l’inseguimento. Due persone erano scese dal veicolo e si erano allontanate a piedi.

Secondo la ricostruzione della procura di Bergamo, l’agguato si inserirebbe in un contesto di traffico di stupefacenti e contrasti tra gruppi rivali. L’uso di armi di particolare potenza ha portato gli investigatori a ipotizzare un’organizzazione non marginale. La persona presa di mira, rintracciata a luglio a Brescia, si trova attualmente in carcere per un’accusa di tentato omicidio legata a fatti avvenuti a Milano nel 2024, ritenuti dagli inquirenti estranei alla sparatoria di Seriate.