La provincia di Pavia registra 9 casi confermati di infezione da West Nile Virus nell’uomo dall’inizio della stagione di monitoraggio al 26 agosto 2026. Il dato emerge dal quinto Report di Sorveglianza, diffuso il 27 agosto dall’Istituto Superiore di Sanità, che fotografa la circolazione del virus trasmesso dalle zanzare nella Pianura Padana.
Dei casi rilevati nel territorio pavese, 5 hanno assunto una forma neuro-invasiva, tra le complicanze più gravi associate all’infezione e tali da richiedere monitoraggio clinico e ospedaliero. Gli altri 4 casi sono stati classificati come forme febbrili, caratterizzate da sintomi acuti quali febbre elevata e dolori articolari.
Il quadro regionale
La Lombardia conta complessivamente 114 casi confermati di West Nile nell’uomo. Il numero più alto è stato registrato nella provincia di Milano, con 40 casi, seguita da Cremona con 21 e Mantova con 13. Pavia, con 9 segnalazioni, precede Brescia e Lodi, entrambe a quota 8, e Monza e Brianza, con 7 casi.
Il rapporto indica inoltre la presenza di una circolazione attiva del virus in uomini, animali e vettori nell’area pavese. In Lombardia sono stati identificati anche 6 casi di Usutu virus, un altro arbovirus trasmesso dalle zanzare e affine al West Nile.
I dati nazionali
A livello italiano, i casi confermati di West Nile dall’inizio del periodo di sorveglianza al 26 agosto sono saliti a 432, rispetto ai 312 del rapporto precedente. Le province interessate sono 66, distribuite in 17 regioni. Il bilancio comprende 223 forme neuro-invasive, 63 casi asintomatici individuati tra i donatori di sangue, 144 casi febbrili e 2 con altra sintomatologia.
Nel complesso sono stati notificati anche 17 decessi. Secondo l’ISS, la letalità tra le forme neuro-invasive è pari al 7,2%, in calo rispetto al 13,9% rilevato nello stesso periodo del 2025. Per l’Usutu virus, il rapporto segnala 10 casi in Italia: 6 sono stati registrati in Lombardia, mentre gli altri risultano distribuiti tra Emilia-Romagna, Marche, Lazio e Piemonte.
Per ridurre il rischio di punture, le autorità sanitarie raccomandano di utilizzare repellenti cutanei e indossare abiti chiari e coprenti, soprattutto nelle ore serali. È inoltre consigliato installare zanzariere, eliminare i ristagni d’acqua da sottovasi e giardini e impiegare larvicidi nei tombini privati. Il monitoraggio sulle sacche di sangue contribuisce alla sicurezza di trasfusioni e trapianti.