Medio Oriente

Pizzaballa: «A Gaza il futuro è ancora da scrivere»

Commenti sulla tregua durante la visita religiosa in Lombardia

Pizzaballa: «A Gaza il futuro è ancora da scrivere»

Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme, è arrivato a Pavia per presiedere il solenne Pontificale che conclude la settimana di celebrazioni dedicate a Sant’Agostino. Prima dell’appuntamento religioso, il cardinale ha partecipato a un pranzo informale alla mensa dei Frati di Canepanova.

Durante la visita, Pizzaballa ha fatto il punto sulla situazione nella Striscia di Gaza, spiegando che il quadro appare oggi meno drammatico rispetto a un anno fa. A incidere, secondo quanto riferito dal Patriarca, è l’avvio del cessate il fuoco, che ha contribuito ad attenuare la gravità delle condizioni nella zona.

Il quadro nella Striscia

Nonostante il miglioramento indicato dal cardinale, il destino di Gaza resta incerto. Il futuro del territorio, martoriato dalla guerra, è ancora da definire e dipenderà dall’evoluzione della tregua e dagli sviluppi politici e umanitari. Pizzaballa ha sottolineato quindi la necessità di guardare alla situazione senza considerarla risolta.

La visita a Pavia è arrivata con un anno di ritardo. Nell’agosto del 2025 l’appuntamento era stato bloccato a causa dell’aggravarsi delle condizioni a Gaza e in Cisgiordania. Il cardinale avrebbe dovuto partecipare in precedenza alle celebrazioni, ma il peggioramento del conflitto aveva reso impossibile il viaggio.

La celebrazione a San Pietro in Ciel d’Oro

Pizzaballa ha presieduto il Pontificale nella chiesa di San Pietro in Ciel d’Oro, cerimonia conclusiva della lunga settimana dedicata a Sant’Agostino. La figura del santo è stata riscoperta dopo la visita del Santo Padre, richiamando l’attenzione sul legame tra la tradizione agostiniana e la città.

L’appuntamento religioso ha quindi unito la dimensione della celebrazione locale alla riflessione sulla crisi mediorientale. Al centro delle parole del Patriarca sono rimaste le condizioni di Gaza e l’incertezza sul percorso che potrà seguire il territorio dopo l’inizio della tregua.