Richiesta europea

Peste suina, in tre anni persi oltre metà dei capi allevati

Coldiretti sollecita ristori per le perdite del 2025 dopo il primo contagio registrato nell’allevamento locale.

Peste suina, in tre anni persi oltre metà dei capi allevati

Il comparto suinicolo della provincia di Pavia fa i conti con gli effetti della peste suina africana. A tre anni dalla comparsa del primo caso, il numero degli animali allevati è crollato da oltre 233mila a circa 100mila, con una riduzione prossima al 60 per cento.

Il bilancio del comparto

Il primo contagio in un allevamento suinicolo del territorio pavese è stato registrato nell’agosto 2023. Da allora, secondo il bilancio tracciato da Coldiretti, la consistenza degli allevamenti si è ridotta drasticamente. Prima dell’emergenza, il comparto aveva un valore indicato in 291 milioni di euro.

L’organizzazione agricola riferisce che gli allevatori hanno dovuto affrontare danni diretti e indiretti, oltre a fenomeni di speculazione, per un ammontare definito di centinaia di milioni di euro. Le conseguenze hanno interessato le imprese impegnate nella gestione dell’emergenza e nella salvaguardia della filiera suinicola.

La richiesta all’Unione europea

Coldiretti Pavia torna a chiedere all’Unione europea il riconoscimento degli indennizzi per i danni indiretti maturati nel 2025. La richiesta è stata ribadita in occasione del bilancio diffuso mercoledì 5 agosto 2026, a tre anni dall’arrivo della malattia negli allevamenti della provincia.

«In questo periodo gli allevatori pavesi hanno subito danni diretti e indiretti, oltre a speculazioni per centinaia di milioni di euro», sottolinea Silvia Garavaglia, presidente di Coldiretti Pavia. L’obiettivo indicato dall’organizzazione è ottenere risorse europee per sostenere le aziende che, secondo la sua valutazione, hanno contribuito a mantenere in vita l’intero comparto nonostante il forte ridimensionamento dei capi allevati.