Cordoglio sanitario

Morto in Bosnia il fisioperfusionista pavese Franco Zecchillo

Aveva 64 anni ed era impegnato nell’operazione Eufor Althea: altre tre vittime nello schianto

Morto in Bosnia il fisioperfusionista pavese Franco Zecchillo

Franco Adriano Zecchillo, tenente del corpo militare della Croce Rossa, è una delle quattro vittime dell’incidente avvenuto in Bosnia, dove un elicottero militare italiano è precipitato durante l’operazione Eufor Althea. A bordo del velivolo si trovavano 15 persone impegnate nella missione.

La notizia ha suscitato dolore anche a Pavia, dove Zecchillo aveva costruito una parte significativa della sua carriera sanitaria e aveva sviluppato una lunga collaborazione con i professionisti dell’università. Tecnico perfusionista e infermiere professionale, era conosciuto per le sue competenze e per il rapporto umano instaurato negli anni con colleghi e studenti.

Il ricordo dall’università

Antonella Degani, direttrice delle attività didattiche del corso di laurea in tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare dell’università di Pavia, ha ricordato Zecchillo come un professionista eccellente e una persona particolarmente disponibile. Di recente il tecnico aveva avuto un contatto con il presidente provinciale dell’albo: l’intenzione era organizzare un incontro con il gruppo di lavoro al suo rientro dalla Bosnia.

Tenente del corpo militare della Croce Rossa dal 1984, Zecchillo avrebbe compiuto 65 anni il 31 ottobre. Nel corso della sua carriera aveva conseguito diversi titoli, tra cui la laurea magistrale all’università di Pavia nel 2006, consolidando il proprio percorso nel settore sanitario.

Le vittime dell’incidente

Nel precipitato dell’elicottero hanno perso la vita, oltre a Zecchillo, la sergente della Croce Rossa Laura Procacci e i sergenti dell’esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi. Tutte le vittime erano impegnate nell’attività legata all’operazione internazionale Eufor Althea.

La tragedia interrompe così una collaborazione professionale e personale che, nel caso di Zecchillo, aveva legato per molti anni il corpo militare della Croce Rossa alla realtà sanitaria e accademica pavese.