Regione Lombardia ha approvato un accordo con l’Università degli Studi di Pavia per sostenere attività dedicate al recupero di materiali strategici dai rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, i cosiddetti RAEE. Il provvedimento prevede uno stanziamento complessivo di 46mila euro nel biennio 2027-2028 e rientra nel programma regionale dedicato all’economia circolare e alle materie prime critiche.
Le risorse saranno destinate al Dipartimento di Chimica dell’ateneo pavese, impegnato nello studio di nuovi processi per recuperare e valorizzare le terre rare contenute in componenti tecnologici arrivati a fine vita. Tra i materiali esaminati ci sono quelli presenti nei magneti e negli hard-disk drive, dispositivi nei quali possono essere ancora presenti elementi utili per successive applicazioni industriali.
Lo stanziamento e la borsa post-dottorato
L’accordo prevede anche l’attivazione di una borsa di studio post-dottorato dedicata all’economia circolare applicata al settore dei RAEE. Regione e università condivideranno inoltre dati e informazioni relativi al comparto, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo delle conoscenze e delle tecnologie necessarie al recupero delle materie prime contenute nei rifiuti elettronici.
Nel dettaglio, 35.996 euro saranno stanziati nell’esercizio 2027, mentre altri 10mila euro sono previsti per il 2028. L’investimento è rivolto allo sviluppo di soluzioni in grado di aumentare la capacità di recuperare dai dispositivi dismessi materiali considerati strategici per l’industria e per i settori collegati alla transizione energetica e digitale.
Il progetto Horizon Neo-Cycle
Le attività dell’Università di Pavia si inseriscono nel progetto Horizon Neo-Cycle, che studia tecnologie per il recupero delle materie prime critiche contenute nei RAEE. Al centro ci sono i processi di upcycling, attraverso i quali materiali destinati a diventare rifiuti vengono recuperati e trasformati in nuove risorse di valore.
Il progetto si concentra anche sulle terre rare presenti nei magneti e negli hard-disk drive non più utilizzabili. L’obiettivo è trasformare una parte dei rifiuti tecnologici in una fonte di materiali riutilizzabili, riducendo la necessità di ricorrere alle importazioni e rafforzando la capacità produttiva legata alla transizione energetica e digitale.
Il valore strategico dell’iniziativa è stato sottolineato dagli assessori regionali Giorgio Maione, responsabile di Ambiente e Clima, e Alessandro Fermi, titolare di Università, Ricerca e Innovazione. Entrambi hanno evidenziato il ruolo della ricerca nel diminuire la dipendenza dalle forniture estere e nel sostenere un sistema più autonomo, competitivo e attento al riutilizzo delle risorse.