Conti comunali

La tassa di soggiorno a Pavia supera le attese nel 2026

Nel semestre iniziale registrati 120mila euro e 39mila arrivi nelle strutture ricettive

La tassa di soggiorno a Pavia supera le attese nel 2026

La tassa di soggiorno ha portato nelle casse del Comune di Pavia circa 120mila euro nei primi sei mesi del 2026. Il dato è vicino alla previsione di 180mila euro formulata dall’amministrazione per l’intero anno e potrebbe superarla ampiamente nei prossimi mesi, quando è atteso il consueto aumento dei flussi turistici.

Tra gennaio e marzo l’imposta ha garantito incassi per circa 50mila euro, a fronte dell’arrivo di circa 15mila turisti nelle strutture ricettive cittadine. Nel trimestre successivo, compreso tra aprile e giugno, il gettito è salito a circa 70mila euro, mentre i visitatori sono stati circa 24mila. Nel complesso, il primo semestre conta quindi circa 39mila presenze considerate ai fini dell’imposta.

Il contributo della visita del Papa

Sui risultati del secondo trimestre ha inciso anche il maggiore afflusso registrato nel mese di giugno. In particolare, il 20 giugno Pavia ha ospitato la visita del Santo Padre, un appuntamento che ha richiamato numerosi visitatori e contribuito ad alimentare il movimento turistico in città. L’incremento si è inserito in una fase già caratterizzata da una crescita delle presenze rispetto ai primi mesi dell’anno.

La proiezione per il 2026 indica ora un incasso superiore ai 200mila euro, se il ritmo della prima metà dell’anno sarà mantenuto. A sostenere il risultato dovrebbe essere soprattutto il periodo compreso tra luglio e settembre, tradizionalmente tra quelli di maggiore afflusso turistico per la città. La stima aggiornata si colloca quindi oltre l’obiettivo iniziale di 180mila euro.

Importo e destinazione delle risorse

L’imposta, introdotta a Pavia nel settembre 2025, ammonta a 2 euro al giorno per persona e viene applicata per le prime tre notti di permanenza nelle strutture autorizzate, tra cui alberghi e bed and breakfast. Il contributo è descritto come più contenuto rispetto alle tariffe adottate in altre città lombarde: a Como arriva a 5 euro al giorno, mentre a Mantova raggiunge 4,50 euro.

Le risorse raccolte sono destinate alle attività collegate al turismo. Il Comune può utilizzarle per rafforzare la promozione della città, organizzare eventi e migliorare la cartellonistica e gli strumenti destinati ad accogliere e orientare i visitatori. A un anno dall’introduzione, i primi dati del 2026 mostrano dunque un gettito superiore alle attese e confermano il peso delle presenze turistiche per l’economia cittadina.