Servizi sociali

La Mensa del Fratello si trasferisce per un anno

Da ottobre cucina e distribuzione saranno ospitate in via Luino durante il cantiere da 1,71 milioni.

La Mensa del Fratello si trasferisce per un anno

Partiranno a ottobre i lavori di riqualificazione della Mensa del Fratello, ospitata all’oratorio di San Mauro in via Folla di Sopra. Il cantiere interesserà la cucina e gli spazi destinati all’accoglienza delle persone in difficoltà. L’intervento è inserito nel piano Waterfront e prevede un investimento di 1.710.000 euro, circa 60mila euro in più rispetto al preventivo elaborato alcuni anni fa.

La durata prevista dei lavori è di circa un anno. Durante questo periodo, però, il servizio di distribuzione della cena gratuita non verrà sospeso. La preparazione dei pasti sarà trasferita alla Casa della Carità, mentre la consegna avverrà all’oratorio di San Francesco, in via Luino. Nella stessa struttura sarà possibile utilizzare anche le docce, garantendo così la continuità dell’assistenza alle persone che già fanno riferimento alla Mensa del Fratello.

Il progetto di riqualificazione

Il piano prevede la trasformazione e il potenziamento dei locali di San Mauro, con la realizzazione di un nuovo hub sociale. La struttura dovrebbe disporre di almeno 50 posti a tavola ed essere operativa tutti i giorni dell’anno. Il progetto comprende la costruzione di una nuova cucina, la riparazione delle infiltrazioni e l’installazione di pannelli solari sul tetto.

Gli interventi riguarderanno anche le sale di accoglienza, la sala d’aspetto, il deposito bagagli, le docce e il centro di ascolto. L’obiettivo è rendere più funzionali gli spazi e rafforzare il ruolo della struttura come punto di riferimento per persone in condizioni di fragilità. Nel solo mese di agosto, sono state circa 100 le persone che hanno ricevuto un pasto gratuito nel centro di via Folla di Sopra.

La rete dei volontari

A partire dall’avvio dei lavori, gli utenti saranno quindi accolti nell’oratorio di via Luino con la collaborazione dei volontari e degli operatori delle diverse realtà coinvolte. Il servizio è gestito dalla parrocchia del Santissimo Salvatore e da una rete di volontari. Tra i soggetti indicati figurano il Tavolo delle Fragilità, la Croce Rossa, la Caritas, Amarachi, il Centro di ascolto Abbiati, il Centro Diurno, la Casa del Giovane e Libera.

Don Franco Tassone, sacerdote della parrocchia e responsabile della Caritas, ha spiegato che la finalità non è limitata alla distribuzione del pasto, ma comprende anche l’ascolto e l’accompagnamento. La cena viene considerata un momento per intercettare bisogni, instaurare relazioni e orientare le persone verso le realtà in grado di offrire sostegno. La Casa della Carità, nelle intenzioni espresse, dovrebbe diventare sempre più uno spazio aperto alla collaborazione tra istituzioni, volontariato, associazioni e comunità cristiana.