Sicurezza alimentare

Fondi per biosicurezza: 4,8 milioni per allevamenti suinicoli

La Regione Lombardia stanzia fondi per potenziare la sicurezza negli allevamenti contro la Peste suina africana.

Fondi per biosicurezza: 4,8 milioni per allevamenti suinicoli

La Regione Lombardia ha approvato un decreto che prevede lo stanziamento di 4,8 milioni di euro per finanziare interventi di biosicurezza negli allevamenti suinicoli, con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione contro la Peste suina africana. L’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi ha sottolineato l’importanza di proteggere un comparto strategico per l’economia locale, evidenziando che tutelare gli allevamenti significa salvaguardare il lavoro di migliaia di imprenditori e garantire la sicurezza delle produzioni agroalimentari.

La provincia di Pavia, in particolare, si trova al confine con l’Emilia Romagna, dove la suinicoltura rappresenta una delle principali voci del PIL. Tuttavia, il settore ha subito un forte contraccolpo a causa di un virus altamente contagioso, che ha portato a un crollo del comparto, il cui valore economico era di 219 milioni di euro.

Interventi finanziabili

I fondi stanziati copriranno fino all’80% della spesa ammissibile, per investimenti che vanno da 3.000 a 300.000 euro. Tra gli interventi finanziabili ci sono la realizzazione di recinzioni anti-intrusione per prevenire il contatto con i cinghiali, la creazione di zone filtro per separare aree pulite e sporche, e l’installazione di sistemi automatici di disinfezione dei mezzi. Inoltre, sono previsti punti di sanificazione per gli operatori e nuove attrezzature per la pulizia e disinfezione.

Il bando prevede anche il rifacimento di pavimentazioni e superfici interne degli edifici di allevamento per migliorare gli standard igienico-sanitari, con priorità per gli allevamenti situati in aree sottoposte a restrizioni sanitarie. Beduschi ha affermato che il compito della Regione è quello di supportare gli allevatori investendo in prevenzione, piuttosto che affrontare le emergenze.

Criticità e richieste di indennizzo

Nonostante l’attenzione riservata al comparto, permangono forti criticità, come evidenziato da Giovanni Arioli, allevatore di Genzone, che ha sottolineato il problema del mancato indennizzo per le aziende colpite da focolai o bloccate a causa delle zone di restrizione. Attualmente mancano oltre 40 milioni di euro di indennizzi, e Stefano Lamberti, consigliere di Confagricoltura, ha fatto notare che dal primo novembre 2024 non sono ancora stati erogati risarcimenti per danni indiretti.

Infine, la presidente di Coldiretti, Silvia Garavaglia, ha annunciato che è stata richiesta all’Europa un fondo straordinario per i danni indiretti e ha ribadito la necessità di ulteriori risorse per continuare a investire in prevenzione, sottolineando che il bando consente di finanziare adeguamenti che altrimenti graverebbero sui bilanci aziendali.