Distributori deserti e altri impianti costretti a fare i conti con richieste molto superiori alla disponibilità di prodotto. È lo scenario che si sta verificando in provincia di Pavia, così come in altre zone d’Italia, dopo la decisione di Eni di applicare un tetto ai prezzi di benzina e gasolio.
La compagnia ha fissato il prezzo della benzina a 1,99 euro al litro e quello del gasolio a 2,19 euro. Si tratta di valori inferiori di circa 20 centesimi al litro rispetto alla media nazionale e ai prezzi precedentemente praticati dalla stessa rete. La riduzione è entrata in vigore lunedì mattina e ha spinto numerosi automobilisti a raggiungere le stazioni di servizio aderenti.
La corsa agli impianti
L’iniziativa ha prodotto effetti molto diversi tra i distributori. Alcuni impianti sono rimasti quasi privi di clienti, mentre quelli del gruppo Eni hanno registrato un afflusso tale da faticare a soddisfare tutte le richieste, arrivando in alcuni casi a rimanere senza carburante. La pressione sulla rete è aumentata anche per le difficoltà degli automobilisti, alle prese con il continuo incremento dei prezzi.
Eni non è l’unica compagnia ad aver annunciato interventi. Ip, il secondo marchio più diffuso sul mercato italiano, ha comunicato una riduzione dei prezzi, ma con un’applicazione graduale. Proprio questa modalità sta generando incertezza tra molti gestori degli impianti presenti nel territorio pavese, chiamati a gestire condizioni differenti rispetto a quelle adottate dalla principale concorrente.
Il coinvolgimento degli altri marchi
Nelle scorse ore anche Q8, terza compagnia più diffusa in Italia tra quelle citate, ha annunciato l’intenzione di seguire la stessa strada di Eni introducendo il cosiddetto price cap. Da giovedì primo ottobre, secondo le stime riportate, la quota degli impianti interessati dalle riduzioni potrebbe arrivare al 44,5%, comprendendo le reti dei tre marchi coinvolti: in totale, circa 9.800 stazioni.
Nei giorni successivi la soglia potrebbe superare il 50% grazie all’adesione di operatori indipendenti. Le prime pompe bianche, tra cui Petrolitalia, hanno infatti annunciato che si adegueranno al price cap introdotto da Eni. In alcuni casi, questa scelta comporterebbe la vendita del carburante lavorando di fatto in perdita.
Petrolitalia ha spiegato che, per mantenere la media delle vendite, i margini saranno azzerati e gli investimenti già previsti verranno bloccati. Nel frattempo, i gestori chiedono regole chiare e uguali per tutti, in modo da affrontare una fase caratterizzata da prezzi differenziati, afflusso irregolare di automobilisti e difficoltà operative nella gestione delle scorte.