Economia regionale

Calo del 14% per le vendite estere della provincia

Il report UIL segnala forti divari locali, saldo negativo e pressioni crescenti sui comparti produttivi.

Calo del 14% per le vendite estere della provincia

Nel primo trimestre 2026 le esportazioni della Lombardia hanno superato i 40 miliardi di euro, ma il dato regionale nasconde andamenti molto diversi tra i territori. La provincia di Pavia ha registrato una contrazione del 14,0% su base annua, tra le peggiori della regione. Una flessione che, secondo la UIL Lombardia, riflette soprattutto le difficoltà della manifattura tradizionale e riapre il tema della tenuta occupazionale locale.

Il quadro pavese

La riduzione delle vendite oltreconfine colloca Pavia tra le aree lombarde più esposte. Andamenti peggiori sono stati rilevati soltanto a Lodi, in calo del 21,6%, e a Sondrio. La situazione pavese risente in particolare della debolezza di comparti radicati nell’Oltrepò e nel Pavese, tra cui chimica e meccanica.

I dati sono contenuti nell’ultima analisi diffusa dalla UIL Lombardia sull’andamento dell’economia regionale. Carlo Barbieri, coordinatore della UIL di Pavia, ha indicato nella flessione dell’export un segnale di vulnerabilità per il tessuto produttivo locale e ha sollecitato un piano di rilancio basato sul sostegno agli investimenti, sulla riconversione delle filiere in crisi e sulla formazione professionalizzante. Tra le richieste figura anche l’utilizzo preventivo degli ammortizzatori sociali per limitare le conseguenze sull’occupazione.

Una regione con risultati divergenti

A livello regionale, la Lombardia rappresenta il 25,2% dell’export italiano. Nel periodo considerato le vendite all’estero hanno raggiunto 40,9 miliardi di euro, mantenendosi stabili rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, ma diminuendo del 6,5% su base congiunturale. Le importazioni si sono attestate a 42,8 miliardi, con una riduzione annua del 7,5%, determinando un saldo commerciale negativo di circa 1,9 miliardi.

Soltanto sei province su dodici hanno mantenuto una variazione positiva. Secondo il segretario generale della UIL Lombardia Antonio Albrizio, la tenuta dei valori medi regionali convive con l’aumento dei costi, il peggioramento delle aspettative e marcate differenze territoriali. Il sindacato segnala inoltre l’incremento della cassa integrazione straordinaria, in un contesto che non viene definito recessivo ma che richiederebbe una politica industriale preventiva e mirata.

Tra i settori, i mezzi di trasporto sono cresciuti del 12,1% e il farmaceutico del 9,7%. Hanno invece arretrato il tessile, abbigliamento e pelli, con un calo del 7,9%, la chimica, diminuita del 6,1%, e i macchinari, scesi del 5,5%. Sul fronte dei mercati, l’export verso l’Unione europea è aumentato dell’1,0% e quello verso la Svizzera del 21,2%, mentre le vendite negli Stati Uniti sono diminuite del 4,4%.

Il quadro degli ammortizzatori sociali mostra una riduzione complessiva della CIG del 14,4% e della CIGO del 26,2%, a fronte di un aumento del 14,9% della CIGS, collegata soprattutto a riorganizzazioni, crisi aziendali e contratti di solidarietà. La UIL Lombardia propone di affiancare al Patto per lo Sviluppo una lettura industriale provinciale stabile, con il monitoraggio delle filiere, il rafforzamento delle competenze, una gestione trasparente della cassa integrazione e una verifica delle vertenze territoriali.