Un attivista del gruppo ecologista “Il Bargniff” è stato recentemente denunciato dalla Polizia Locale di Pavia per affissione abusiva e imbrattamento. L’episodio fa seguito a una campagna di proteste condotta a luglio, durante la quale i membri del gruppo hanno affisso manifesti nel centro storico per sensibilizzare il pubblico sull’emergenza delle isole di calore.
Il collettivo, che è nato sulle ceneri di Fridays For Future Pavia, sostiene di voler difendere il diritto alla protesta in un contesto di crisi climatica. Dopo il blitz, hanno avviato una raccolta fondi per coprire le spese legali dell’attivista denunciato. Le accuse contro di lui includono l’imbrattamento e l’affissione abusiva di manifesti.
Il blitz di luglio e il contesto locale
La protesta è avvenuta in un momento critico, come evidenziato dai dati raccolti dal gruppo. Infatti, nelle aree verdi e in ombra la temperatura si aggirava attorno ai 30°C, mentre nelle piazze centrali le superfici superavano frequentemente i 60°C, rendendo tali zone insostenibili per i cittadini.
A distanza di un mese dalla protesta, l’attivista è stato sanzionato, un provvedimento che secondo il collettivo rappresenta un atto repressivo nei confronti di chi chiede misure urgenti per affrontare i cambiamenti climatici. I membri di Il Bargniff hanno affermato che le affissioni sono avvenute in spazi già sporchi e sono scomparse rapidamente, a dimostrazione di una pulizia efficace che contrasta con i costi futuri degli eventi meteorologici estremi che il Paese sta già affrontando.
Emergenza climatica e impatti futuri
Il provvedimento contro l’attivista si colloca in un contesto di crisi climatica, coincidente con il ritorno della quarta ondata di calore estremo, che secondo le previsioni meteo avrà ripercussioni significative sulla salute pubblica e sull’economia, con stime di decine di migliaia di morti in Europa e una sensibile riduzione della produzione agricola.
Il recente studio di ARPA commissionato dal Comune sottolinea che senza adeguati interventi, la città diventerà invivibile nei prossimi decenni. Questo scenario drammatico ha spinto il collettivo a intensificare la propria mobilitazione, continuando a cercare sostegno per le spese legali dell’attivista denunciato.