Sanità lombarda

A Pavia un ambulatorio per donne con disabilità e fragilità

L'iniziativa prevede accessi facilitati, ambienti fruibili e operatori preparati, con un obiettivo di adesione del 70 per cento.

A Pavia un ambulatorio per donne con disabilità e fragilità

Sono 50 i progetti presentati dalle aziende sanitarie lombarde nell’ambito della seconda edizione della Call promossa dalla LIUC Business School per individuare modelli organizzativi capaci di migliorare l’accesso alle cure e la presa in carico delle persone più fragili. Tra le iniziative figura quella di ASST Pavia, dedicata alle donne con disabilità e fragilità.

Il progetto prevede la creazione di un ambulatorio ginecologico dedicato, con percorsi assistenziali personalizzati e modalità di accesso semplificate. L’obiettivo è ridurre gli ostacoli che possono rendere difficili le visite specialistiche e gli screening oncologici, garantendo ambienti accessibili, personale formato e tempi adeguati alle necessità delle pazienti.

La Call sulle buone pratiche

La raccolta, intitolata Best Practices Socio-Sanitarie in Regione Lombardia: misurare per innovare, è stata promossa attraverso l’Osservatorio sulle Performance Organizzative Sanitarie e Socio-Sanitarie, noto come PERFORMA. Hanno partecipato 24 ASST e 5 ATS della Lombardia, con proposte orientate alla sperimentazione di soluzioni potenzialmente replicabili in altri territori.

I progetti sono stati illustrati martedì 3 novembre 2026 nell’Aula Bussolati della LIUC – Università Cattaneo, durante un convegno al quale è intervenuto in collegamento anche l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso. Le iniziative sono state suddivise in tre aree: prevenzione e tutela della salute; presa in carico delle fragilità e delle disabilità; integrazione dei modelli organizzativi e riprogettazione dei processi.

Secondo i dati presentati da Emanuele Porazzi, direttore dell’Osservatorio PERFORMA, il 30% dei progetti riguarda prevenzione e promozione della salute. Seguono l’integrazione dei modelli organizzativi, con il 24%, e la riprogettazione dei processi socio-sanitari e assistenziali, con il 16%. Le proposte su fragilità e disabilità rappresentano il 14%, quelle sulla patient-centered care il 10%. Più contenuta la quota dedicata alle tecnologie digitali e all’intelligenza artificiale, pari al 4%, e agli strumenti basati sui dati, al 2%.

Il percorso previsto a Pavia

Per le utenti individuate da ASST Pavia, il percorso si articola in quattro fasi: identificazione della popolazione interessata, presa in carico con procedure semplificate, svolgimento della visita ginecologica e degli screening oncologici, quindi gestione del follow-up.

Tra gli strumenti indicati figurano agende riservate, spazi accessibili, operatori adeguatamente formati e tempi di visita calibrati sulle esigenze individuali. Il traguardo fissato dal progetto è raggiungere almeno il 70% delle donne eleggibili contattate. L’efficacia sarà verificata attraverso indicatori sui processi organizzativi, sui risultati e sulla qualità percepita, oltre a questionari rivolti alle pazienti e ai caregiver.

Nel corso dell’incontro Bertolaso ha sottolineato la necessità di condividere le esperienze considerate efficaci e di intervenire sull’organizzazione del sistema, anche attraverso una razionalizzazione delle risorse. La LIUC Business School affianca a queste attività percorsi formativi dedicati alla gestione dei servizi sanitari e alla progettazione dei servizi territoriali.