Incidenti sul lavoro

La provincia presenta un indice di mortalità superiore alla media regionale.

Nel primo semestre del 2026, la provincia di Pavia ha registrato 3 morti sul lavoro, con un’incidenza di mortalità di 12,4 decessi per milione di occupati. Questo dato posiziona Pavia in zona gialla, superando così la media regionale di 11,6. Il report semestrale dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre ha tracciato questo preoccupante bilancio, evidenziando una lieve flessione complessiva dei decessi in Lombardia del -3,8%.

Analizzando più nel dettaglio i dati aggiornati al 30 giugno 2026, i 3 infortuni mortali hanno coinvolto 2 persone direttamente sul lavoro in cantieri e aziende agricole, mentre 1 vittima è deceduta durante il tragitto verso il luogo di impiego. Sebbene il numero di decessi possa sembrare contenuto rispetto a poli industriali come Milano e Brescia, Pavia presenta un indice di mortalità che la colloca in una fascia di criticità intermedia.

Mappa del rischio in Lombardia

Il panorama della sicurezza sul lavoro in Lombardia mostra ampie differenze tra le province. Secondo l’Osservatorio Vega, nei primi sei mesi dell’anno sono stati registrati 75 decessi complessivi in Lombardia, di cui 53 sul posto di lavoro e 22 in itinere. Nonostante una leggera riduzione, la Lombardia si conferma la maglia nera a livello nazionale per numero assoluto di vittime. Province come Lodi, Mantova e Brescia presentano valori allarmanti, con indici che superano i 24 decessi per milione di abitanti.

Fattori di vulnerabilità

Le statistiche regionali evidenziano un alto rischio per due categorie di lavoratori: gli stranieri e gli over 55. Tra le 53 vittime nel primo semestre, 19 erano stranieri, rappresentando quasi il 36% del totale. Le fasce d’età maggiormente colpite includono i lavoratori tra i 55 e i 64 anni e quelli tra i 45 e 54 anni. Anche le denunce di infortunio hanno evidenziato un incremento, salendo a 60.532, con le attività manifatturiere in cima alla lista.

L’Ing. Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Vega, ha commentato la situazione dichiarando che è fondamentale mantenere l’attenzione alta e non sottovalutare i dati percentuali. La priorità deve essere trasformare le informazioni statistiche in interventi mirati, puntando sulla prevenzione e la formazione per tutelare tutti i lavoratori, specialmente nei settori e territori più colpiti.