Scambi internazionali

Riso italiano sotto pressione, prezzi in calo a Mortara

Le varietà locali cedono terreno mentre crescono gli arrivi da Thailandia, Cambogia e India

Riso italiano sotto pressione, prezzi in calo a Mortara

Il mercato del riso italiano attraversa una fase di difficoltà, segnata dal calo dei prezzi e dall’aumento delle importazioni dal Sud-est asiatico. Il quadro emerge da un’indagine della Camera di commercio di Cremona-Mantova-Pavia, realizzata con il supporto della Borsa Merci Telematica Italiana, che ha analizzato l’andamento delle principali varietà prodotte nel Paese.

Nel distretto risicolo di Mortara, punto di riferimento per la Lomellina, le flessioni più marcate rispetto a un anno fa hanno riguardato Vialone Nano, Araldo, Sant’Andrea, Selenio e Baldo. La contrazione ha interessato anche le varietà tradizionalmente utilizzate per la preparazione dei risotti, sebbene con variazioni più contenute.

Le varietà da risotto

Tra i prodotti più noti, il Carnaroli ha registrato una diminuzione del 7%, mentre per l’Arborio il calo è stato del 12%. Secondo l’analisi, la debolezza dei prezzi è legata soprattutto alla concorrenza esercitata dal prodotto estero, in particolare da quello proveniente dai mercati del Sud-est asiatico.

Nelle ultime settimane, tuttavia, sono comparsi alcuni segnali di rialzo. La ripresa viene ricondotta principalmente alla maggiore domanda da parte dell’industria di trasformazione, che ha contribuito a sostenere le quotazioni dopo la fase di forte arretramento.

Importazioni in crescita

Il commercio estero restituisce un quadro contrastato. Nel primo semestre del 2026, le esportazioni di riso italiano sono diminuite del 5,4%, mentre le importazioni sono aumentate del 6,6%, sostenute dagli acquisti di riso lavorato e semilavorato.

Gli incrementi più consistenti hanno riguardato gli arrivi da Thailandia, Cambogia e India. Complessivamente, nell’ultimo anno sono entrate in Italia 9.000 tonnellate di riso, con una crescita del 66%. I dati delineano così una situazione di pressione per la filiera nazionale, con i produttori chiamati a confrontarsi con una maggiore presenza di prodotto straniero e con una domanda interna ed estera ancora discontinua.