Iter giudiziario

Revisione Stasi, la Procura generale attende nuovi atti

Francesca Nanni: la decisione richiederà tempo e potrebbe servire un elemento decisivo

Revisione Stasi, la Procura generale attende nuovi atti

Alla Procura generale di Milano non sono ancora arrivati gli atti della nuova indagine sul delitto di Chiara Poggi, che dovranno aggiungersi alla documentazione trasmessa a maggio per valutare l’eventuale richiesta di revisione del processo a carico di Alberto Stasi. L’ex fidanzato della vittima è stato condannato a 16 anni di carcere per l’omicidio avvenuto a Garlasco.

La valutazione della Procura generale

La procuratrice generale Francesca Nanni ha spiegato che il percorso per arrivare a una revisione è ancora lungo e complesso. Perché l’istanza possa essere presa in considerazione, secondo Nanni, sarebbe necessaria una novità significativa, indicata anche come una possibile confessione. Il solo dubbio sul Dna individuato sui pedali della bicicletta, sollevato dalla difesa di Stasi e dalla Procura di Pavia, potrebbe quindi non essere sufficiente.

L’elemento era già contenuto nella sentenza della Cassazione del 2015 relativa alla condanna di Stasi. Tuttavia, non era bastato a convalidare il fermo dell’uomo, eseguito il 24 settembre 2007. La Procura generale attende ora gli esiti dei nuovi accertamenti e ogni altro aspetto ritenuto di possibile interesse, come indicato dalla Procura di Pavia nella comunicazione sulla conclusione delle indagini.

Difesa e nuova inchiesta

La procuratrice generale ha sottolineato che i tempi della giustizia non sono immediati e che non esiste, al momento, una tempistica per la decisione. A maggio, prima dell’avviso di conclusione dell’inchiesta notificato il 7 maggio, il procuratore di Pavia Fabio Napoleone aveva incontrato Nanni per illustrarle gli atti relativi alla prima parte dell’indagine. I nuovi documenti potrebbero essere trasmessi nei prossimi giorni.

Anche la difesa di Stasi, rappresentata dagli avvocati Antonio De Rensis e Giada Bocellari, è legittimata a presentare un’istanza alla Corte d’Appello di Brescia e ha annunciato che lo farà il prima possibile. I nuovi accertamenti sul Dna negativo sui pedali potrebbero spingere i legali ad accelerare i tempi, anche se in precedenza avevano dichiarato di voler attendere la valutazione della Procura generale.

L’eventuale revisione procederà su un piano distinto rispetto al procedimento riguardante Andrea Sempio, indagato nella nuova inchiesta sul delitto. I suoi difensori, Angela Taccia e Liborio Cataliotti, hanno 20 giorni per depositare memorie o chiedere un interrogatorio. Successivamente, la Procura potrà chiedere il rinvio a giudizio, che dovrà essere esaminato da un giudice in udienza preliminare.