Sviluppi giudiziari

La zia di Chiara Poggi tra le parti offese a Garlasco

Maria Rosa compare per la prima volta negli atti; difesa con venti giorni per depositare memorie o sollecitare l’interrogatorio.

La zia di Chiara Poggi tra le parti offese a Garlasco

Maria Rosa Poggi, zia di Chiara Poggi e madre delle gemelle Stefania e Paola Cappa, figura tra le parti offese indicate nel nuovo avviso di conclusione delle indagini notificato ad Andrea Sempio nell’ambito dell’inchiesta bis sull’omicidio avvenuto a Garlasco.

Il documento, notificato il 28 settembre, segna la prima comparsa della zia della vittima come parte lesa negli atti del procedimento. La sua posizione si aggiunge a quella degli altri soggetti individuati nel fascicolo della Procura relativo alla nuova fase investigativa sul delitto di Chiara Poggi.

La posizione della familiare

L’inserimento tra le parti offese potrebbe consentire a Maria Rosa Poggi di valutare, in caso di processo, la costituzione di parte civile. In questa eventualità potrebbe essere avanzata una richiesta di risarcimento nei confronti di Sempio, qualora il procedimento dovesse proseguire con un nuovo giudizio. Il testo dell’avviso non determina però l’esito dell’inchiesta né equivale a una decisione di responsabilità.

Andrea Sempio risulta indagato nell’inchiesta bis sul delitto di Garlasco. La nuova indicazione contenuta negli atti riguarda dunque la posizione processuale della zia della vittima e interviene nella fase successiva alla conclusione delle indagini, prima dell’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

I prossimi passaggi

Ora i difensori di Sempio hanno 20 giorni per depositare eventuali memorie difensive oppure chiedere che il loro assistito venga interrogato. Si tratta delle facoltà previste dopo la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, attraverso le quali la difesa può presentare osservazioni o sollecitare ulteriori chiarimenti prima delle decisioni della Procura.

Terminato questo passaggio, la Procura potrà valutare se chiedere il rinvio a giudizio. La richiesta non sarebbe comunque automatica né definitiva: dovrebbe essere esaminata da un giudice, chiamato a stabilire se sussistano i presupposti per l’apertura di un eventuale nuovo processo a carico di Sempio.