Caso giudiziario

Garlasco, la difesa: «Sempio potrebbe andare a processo»

Cataliotti critica impronta, perizia sospesa e accertamenti sui pedali della bici di Stasi

Garlasco, la difesa: «Sempio potrebbe andare a processo»

Liborio Cataliotti, legale di Andrea Sempio, ha ribadito davanti al tribunale di Pavia le perplessità della difesa sull’eventuale rinvio a giudizio del suo assistito. «Al momento non credo ci siano gli elementi per il rinvio a giudizio di Sempio. Ma, visto il clima che c’è, non escludo che accada», ha dichiarato l’avvocato, affiancato dalla collega Angela Taccia.

Le dichiarazioni sono arrivate dopo la nuova notifica dell’avviso di conclusione delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuta lunedì 28 settembre. Nell’atto sono stati depositati gli approfondimenti tecnici e il capo d’accusa è rimasto invariato. Secondo Cataliotti, la richiesta di processo potrebbe comunque essere formulata, pur in assenza, a suo giudizio, di elementi sufficienti. «Noi, però, non abbiamo nulla da temere», ha aggiunto.

I dubbi sull’impronta 33

Uno dei punti contestati dalla difesa riguarda l’impronta palmare 33, individuata sulla parete della scala della villetta di Garlasco. Cataliotti ha distinto l’eventuale attribuzione della traccia al suo significato nell’ambito dell’omicidio: prima di stabilire a chi appartenga, ha sostenuto, occorrerebbe dimostrare che sia effettivamente la traccia dell’assassino.

La difesa valuta la possibilità di chiedere un incidente probatorio durante l’udienza preliminare. Prima, ha spiegato il legale, dovranno essere esaminate le valutazioni sulle quali gli inquirenti hanno fondato le proprie conclusioni: se la traccia contenga materiale biologico o sangue, se sia riconducibile a Sempio e se abbia un collegamento con il delitto. «Sono domande diverse, che non necessariamente hanno la stessa risposta», ha osservato Cataliotti.

La consulenza psichiatrica e i pedali

Un altro tema riguarda l’incarico affidato allo psichiatra Roberto Catanesi. Il consulente ha dichiarato di non disporre di elementi sufficienti per rispondere ai quesiti senza un esame clinico diretto di Sempio, che non ha acconsentito alla visita. Gli accertamenti sono quindi rimasti sospesi.

Per Cataliotti, l’esito conferma le obiezioni già avanzate dalla difesa sulla possibilità di valutare l’imputabilità, cioè la capacità di intendere e di volere al momento dei fatti, senza sottoporre l’indagato a un esame diretto. Il legale ha quindi sostenuto che il professor Catanesi non possa completare il mandato ricevuto.

Nel fascicolo sono inoltre presenti le nuove analisi sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi, relative alle controanalisi negative del 2007 sul campione. Cataliotti ha separato la possibile rilevanza di questi accertamenti per un’eventuale revisione della condanna di Stasi dalla posizione di Sempio, affermando che il tema dei pedali non riguarda il proprio assistito.

Dopo il deposito degli atti e la scadenza dei termini previsti, spetterà alla Procura decidere come procedere. La richiesta di rinvio a giudizio resta dunque eventuale, mentre la difesa si prepara a confrontarsi sulle consulenze tecniche e sull’interpretazione dell’impronta 33.