BRONI. «Fares vive». Questo il messaggio che campeggiava sulla facciata del PalaBrera di Broni, dove ieri pomeriggio, domenica 26 luglio, si sono riuniti gli amici di Salah Mohamed Kholif, soprannominato Fares, il 16enne tragicamente investito da un’automobile nella notte tra martedì e mercoledì sulla statale 10, mentre si trovava a bordo di un monopattino elettrico. Salah stava andando a recuperare un amico rimasto a piedi a Castel San Giovanni, senza indossare il casco e con il monopattino privo di assicurazione.
L’appuntamento è fissato per le 16 nell’area esterna del palazzetto. Già in anticipo, molti ragazzi hanno iniziato a allestire un angolo di ricordi, con uno striscione, un mazzo di rose rosse e palloncini bianchi gonfiati con una bombola di elio. Indossano magliette bianche con la scritta “Fares vive” e la data “22-7-2026”, segnata dalla sua prematura morte. Altri amici arrivano, abbracciandosi e trattenendo le lacrime. Presenti anche una delegazione di studenti e docenti della scuola media “Depretis” di Stradella, dove Salah si era diplomato a giugno e attendeva di iniziare le superiori.
Le polemiche e i ricordi
Il tutto si svolge sotto l’occhio attento dei carabinieri e della polizia locale, dopo che, alla vigilia dell’iniziativa, erano emerse polemiche per alcune scritte in ricordo del giovane fatte con spray sui muri del PalaBrera e sulla scalinata dell’oratorio di Stradella. Il Comune di Broni ha avviato indagini per identificare i responsabili. Tuttavia, ieri le polemiche sono state messe da parte per lasciare spazio ai ricordi di Salah.
Ragazzi e insegnanti si spostano all’interno del campo da basket di fronte al palazzetto per una commemorazione. I familiari, visibilmente affranti, ricevono abbracci e ringraziamenti per l’iniziativa. Le insegnanti di Salah, tra cui Roberta Carini, hanno condiviso ricordi toccanti: «Era impossibile non dare il cuore a Salah perché sapeva ripagarti con il suo sguardo e il suo sorriso. Aveva una luce dentro, e certamente poteva avere grandi prospettive sul futuro». L’appello ai giovani presenti è chiaro: «Quando farete qualcosa di bello, fatelo anche per lui».
Un minuto di silenzio
Particolarmente emozionante l’intervento di Giulia Sacchi, un’altra insegnante delle scuole medie di Stradella, che ha ricordato come Salah la salutasse sempre in modo speciale. «Eri un bravo maestro perché sapevi motivare, nonostante io fossi una pessima studentessa di arabo», ha detto, visibilmente commossa. Un’amica di famiglia ha aggiunto: «Salah faceva parte della nostra famiglia. Si metteva sempre in prima linea per aiutare gli amici». La commemorazione si è conclusa con un minuto di silenzio, richiesto dalla famiglia, per una preghiera in ricordo di Salah, che ha continuato nonostante la pioggia. «Ecco, anche il cielo piange per il nostro Fares».