La Dea del fuoco, storica società di Vigevano attiva nella vendita e nell’installazione di stufe a pellet, è stata avviata alla liquidazione giudiziaria dopo le difficoltà economiche che avrebbero reso impossibile proseguire l’attività. La decisione è stata comunicata dal proprietario, che ha spiegato di essersi rivolto al tribunale di Pavia per affrontare la situazione e tutelare, per quanto possibile, i creditori.
La vicenda è emersa dopo le segnalazioni di diversi consumatori al Codacons. I clienti riferiscono di avere versato acconti, in alcuni casi fino a 3.500 euro, per l’acquisto e la posa di stufe che non sarebbero mai state consegnate o installate. Secondo l’associazione, le persone coinvolte stanno cercando di recuperare le somme già pagate attraverso gli strumenti previsti dalla procedura.
Le segnalazioni dei consumatori
Le testimonianze raccolte descrivono uno schema ricorrente: i tecnici della società sarebbero intervenuti per smantellare il vecchio camino o l’impianto esistente, interrompendo poi i lavori e rendendosi irreperibili. In altri casi, invece, la stufa acquistata non sarebbe stata consegnata. Il Codacons sostiene che le somme versate rappresentino un danno rilevante per le famiglie, soprattutto quando l’intervento è rimasto incompleto.
Un ulteriore problema riguarda la documentazione relativa allo smaltimento del vecchio impianto. La mancata consegna della certificazione, segnala ancora il Codacons, impedirebbe ai consumatori di accedere agli incentivi del Conto Termico. Il danno economico aggiuntivo potrebbe superare i 2.000 euro per ciascun nucleo familiare, sommando il mancato incentivo ai costi già sostenuti.
La posizione dell’azienda
Il proprietario della Dea del fuoco ha respinto l’ipotesi di una scomparsa volontaria e ha escluso che la società abbia agito con intento fraudolento. Ha spiegato che i recapiti telefonici potrebbero risultare inattivi, ma ha precisato di avere scelto la liquidazione giudiziaria proprio perché la situazione economica era diventata ingestibile.
La procedura dovrà ora consentire la ricostruzione della posizione finanziaria dell’impresa e l’esame delle richieste avanzate dai creditori. Per i consumatori coinvolti, l’eventuale recupero degli acconti dipenderà dalle disponibilità della società e dalle regole della liquidazione. Restano inoltre da verificare, caso per caso, le responsabilità relative ai lavori non completati e alla documentazione mancante.