Indagini parallele

Garlasco, resta il confronto sull’ora della morte di Chiara Poggi

La consulente difensiva contesta l’interpretazione dei tempi legati alla colazione; possibile richiesta di rinvio a giudizio

Garlasco, resta il confronto sull’ora della morte di Chiara Poggi

L’orario della morte di Chiara Poggi resta uno dei punti di confronto tra la Procura e la difesa di Andrea Sempio, indagato nell’inchiesta bis sul delitto di Garlasco. Accanto alla scarpa attribuita all’assassino, al Dna rilevato sulle unghie della vittima e alla cosiddetta traccia 33, gli inquirenti e i consulenti discutono anche della finestra temporale nella quale sarebbe stato commesso l’omicidio.

Secondo la patologa forense Cristina Cattaneo, il delitto sarebbe avvenuto nell’arco di alcune decine di minuti, con una stima più probabile compresa tra mezz’ora e un’ora. Questa ricostruzione inciderebbe sulla posizione di Alberto Stasi, condannato per l’omicidio, perché restringerebbe a circa 18 minuti il tempo a sua disposizione tra la disattivazione dell’allarme della casa Poggi, avvenuta alle 9.12, e l’accensione del computer alle 9.36.

Il nodo legato alla colazione

La collocazione temporale non viene però considerata decisiva dalla consulente della difesa Marina Baldi. Nel corso di un’intervista televisiva, la genetista ha osservato che la consulenza di Cattaneo indica la morte circa 20 o 30 minuti dopo la colazione, senza stabilire in quale momento sia stata consumata.

Da questa premessa, la difesa sostiene che non si possa escludere che Chiara sia stata aggredita prima delle 9.12. La stessa ipotesi, secondo Baldi, rientrerebbe tra le dinamiche ancora considerate nel procedimento. Il dato sull’intervallo trascorso dalla colazione, quindi, non sarebbe sufficiente per collocare Sempio nella casa della vittima quella mattina.

Sullo stesso elemento è stata depositata una relazione medico-legale. Il documento esclude inoltre che Chiara Poggi abbia avuto la possibilità di difendersi durante l’aggressione. La valutazione si inserisce nel quadro degli accertamenti che la Procura sta portando avanti nell’inchiesta bis, senza modificare il principio secondo cui la posizione di Sempio dovrà essere valutata nell’ambito del procedimento giudiziario.

Attesa per la decisione della Procura

Il prossimo passaggio atteso è la richiesta di rinvio a giudizio, che potrebbe arrivare nei prossimi giorni. Formalmente, i pm dispongono ancora di nove mesi. L’inchiesta bis sul delitto si intreccia inoltre con il fascicolo relativo all’operato dei Ris che svolsero le indagini nel 2007.

Su quest’ultimo fronte, in Procura viene mantenuto il massimo riserbo. Gli investigatori stanno esaminando alcune anomalie, a cominciare dal Dna sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi. Le analisi avrebbero prodotto anche due esiti nulli, che non sarebbero stati comunicati all’allora pm Rosa Muscio. Gli accertamenti dovranno chiarire il significato di questi elementi e il loro eventuale peso nella ricostruzione complessiva dei fatti.