Culture in dialogo

A Pavia i volti degli studenti internazionali in mostra

L’esposizione di Cyr Bankole racconta identità e appartenenze attraverso immagini e abiti, nel programma di IT.A.CÀ.

A Pavia i volti degli studenti internazionali in mostra

Pavia Globale è la mostra dedicata alle identità e alle culture degli studenti internazionali dell’Università di Pavia. Il progetto utilizza i volti e gli abiti dei giovani protagonisti per raccontare la pluralità della comunità accademica e il valore dell’incontro tra persone con esperienze differenti.

L’esposizione è stata realizzata dal fotogiornalista Cyr Bankole, di origine beninese, che attraverso il proprio lavoro ha scelto di riflettere sul ruolo della fotografia come strumento di conoscenza. Le immagini intendono favorire il confronto e creare ponti tra culture diverse, mettendo al centro la dimensione umana degli studenti rappresentati.

Un ateneo sempre più internazionale

La presenza degli studenti internazionali viene descritta come un elemento capace di arricchire il tessuto sociale e culturale di Pavia. Il patrimonio di esperienze e di tradizioni portato dall’interno dell’università contribuisce infatti alla costruzione di una comunità più aperta, plurale e attenta al dialogo interculturale.

Il progetto non si limita quindi all’ambito accademico, ma si inserisce nel più ampio rapporto tra l’ateneo e la città. Le differenti provenienze degli studenti diventano così un’occasione per riflettere sull’identità contemporanea e sulle relazioni tra comunità.

Il collegamento con IT.A.CÀ

Pavia Globale è stata inserita nel programma del festival IT.A.CÀ, dedicato quest’anno al tema delle Geografie di pace. In questo contesto, l’esposizione ha dialogato idealmente con altre due iniziative: Neverending Africa, realizzata dalla travel blogger Donna Vagabonda, e Stracci e disarmo, curata da un collettivo il cui nome non è indicato nel testo di presentazione.

Il percorso complessivo mette in relazione fotografia, viaggio, culture e riflessione sulla pace. La mostra di Bankole utilizza in particolare la rappresentazione dei volti e dell’abbigliamento per proporre una lettura delle differenze non come distanza, ma come occasione di conoscenza reciproca.