Caso irrisolto

Cinque consulenze a Garlasco per la difesa di Andrea Sempio

Gli esperti incaricati contestano le valutazioni sulla traccia 33 e sui segni rilevati nell’abitazione della vittima.

Cinque consulenze a Garlasco per la difesa di Andrea Sempio

La difesa di Andrea Sempio sta preparando cinque consulenze tecniche per contestare le conclusioni della Procura di Pavia nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Le relazioni dovrebbero essere depositate entro il 18 ottobre 2026, termine concesso alla difesa dopo la notifica del secondo avviso di conclusione delle indagini preliminari.

Il pool legale composto dagli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia ha scelto di predisporre un lavoro più articolato rispetto all’impostazione iniziale, che prevedeva controdeduzioni più sintetiche. La decisione è maturata dopo l’esame della documentazione resa disponibile dalla Procura il 28 settembre. Gli elaborati, secondo quanto riferito da Cataliotti, avranno una lunghezza compresa tra 70 e 100 pagine ciascuno e affronteranno i principali elementi scientifici contestati dalla difesa.

Le impronte nella villetta

Uno dei punti centrali riguarda le impronte rilevate sul pavimento della villetta di via Pascoli, a Garlasco, dove fu trovata la vittima. La difesa sostiene che le tracce attribuite alla suola dell’assassino siano più piccole rispetto al piede di Sempio e considera questo elemento incompatibile con l’ipotesi accusatoria.

Il confronto riguarda in particolare le impronte caratterizzate da una conformazione a pallini. Secondo la ricostruzione del legale, le consulenze della Procura avrebbero ritenuto compatibile il piede dell’indagato con la calzatura che avrebbe lasciato quei segni. Le analisi della difesa, invece, contestano tale conclusione. L’esame tridimensionale dell’impronta indicata come numero 6, sempre secondo Cataliotti, avrebbe escluso la compatibilità con il piede di Sempio. Si tratta di una valutazione tecnica che dovrà essere confrontata con gli altri elementi dell’indagine.

La traccia 33 sulle scale

Le nuove consulenze si concentreranno anche sulla traccia 33, individuata sul muro della scala interna dell’abitazione. Su questo reperto, la difesa sostiene di essere arrivata a conclusioni diverse sia da quelle della Procura sia da quelle dei consulenti della difesa di Alberto Stasi.

Un ulteriore nodo riguarda la possibile presenza di sangue sulla traccia. I consulenti incaricati da Sempio avrebbero ripetuto gli esperimenti cromatici già svolti per verificare se fosse possibile ricavare da quell’elemento una conferma della presenza ematica. Secondo quanto riferito da Cataliotti, le prove eseguite dalla difesa non avrebbero confermato questa possibilità, mentre le analisi della Procura non l’avrebbero esclusa. Il confronto dovrà quindi riguardare anche i metodi utilizzati e l’interpretazione dei risultati.

Una volta depositate le cinque relazioni, la Procura di Pavia, guidata dal procuratore Fabio Napoleone, potrà esaminare le controdeduzioni nell’ambito delle successive valutazioni sul procedimento. Il deposito è atteso entro la scadenza del 18 ottobre, fissata dopo la notifica dell’avviso previsto dall’articolo 415-bis del Codice di procedura penale.