Nuovi elementi sono emersi nell’indagine della Procura di Pavia sulle attività svolte dai Ris nella prima fase degli accertamenti sull’omicidio di Chiara Poggi, a Garlasco. Al centro dell’attenzione ci sono i pedali della bicicletta di Alberto Stasi, già esaminati dagli investigatori nel 2007.
Secondo un appunto manoscritto dell’ex capitano dei Ris Alberto Marino, consulente dell’allora pm Rosa Muscio, sulla traccia dei pedali non sarebbe stato rilevato sangue. Il documento è stato consegnato alla Procura di Pavia nei giorni scorsi e viene ora valutato nell’ambito degli approfondimenti sulle presunte anomalie delle indagini iniziali.
Il test richiesto dalla difesa
L’analisi dei pedali è diventata uno dei punti da chiarire. Il 25 settembre 2007, Matteo Fabbri, consulente della difesa di Stasi, avrebbe chiesto di eseguire un esame specifico per verificare la presenza di tracce ematiche. Marino, secondo quanto ricostruito, avrebbe risposto negativamente, preferendo concentrarsi su altri accertamenti.
Sentito successivamente dai pm pavesi, lo stesso Marino avrebbe spiegato di non aver eseguito allora un test più mirato per il sangue perché le tracce apparivano esigue. La circostanza viene ora riletta alla luce dell’appunto manoscritto, che indica l’assenza di sangue rilevato sulla traccia dei pedali.
Il materiale genetico nei documenti
Un secondo elemento emerge da un foglio di lavoro dei Ris: il documento riporterebbe la presenza di Dna maschile. Anche questo risultato, però, non compare nelle relazioni ufficiali esaminate all’epoca. Gli inquirenti stanno quindi cercando di capire perché l’informazione non sia stata riportata nella documentazione conclusiva.
I due documenti, da soli, non chiariscono l’origine del materiale genetico né modificano automaticamente gli esiti giudiziari della vicenda. Rappresentano tuttavia elementi che la Procura di Pavia sta valutando per ricostruire il lavoro svolto tra agosto e settembre 2007 e verificare eventuali omissioni o irregolarità nella gestione degli accertamenti.