Indagini riaperte

Garlasco, impronta e traccia sul muro compatibili con Sempio

Le verifiche dei Ris rilanciano anche i dubbi sul Dna della bicicletta di Alberto Stasi.

Garlasco, impronta e traccia sul muro compatibili con Sempio

La chiusura bis dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi lascia in evidenza due elementi ritenuti rilevanti dalla Procura di Pavia: l’impronta di una scarpa trovata sul pavimento della villetta di via Pascoli, a Garlasco, può essere compatibile con il piede di Andrea Sempio, e sulla traccia palmare numero 33, individuata sul muro delle scale della cantina, non è stata esclusa la presenza di sangue.

Andrea Sempio, 38 anni, è accusato dell’omicidio di Chiara Poggi, uccisa la mattina del 13 agosto 2007. Gli approfondimenti sono stati condotti anche dai Ris di Roma e, secondo la sintesi delle carte illustrata dal procuratore Fabio Napoleone, non modificano soltanto il quadro degli elementi valutati a carico dell’indagato. Nei documenti compare infatti anche un dato potenzialmente rilevante per la posizione di Alberto Stasi, l’allora fidanzato della vittima, condannato a 16 anni di carcere.

Il Dna sui pedali della bicicletta

Il punto riguarda il materiale genetico individuato nel 2007 sui pedali della bicicletta Umberto Dei di Stasi. Contro-analisi eseguite a settembre su un campione della traccia avrebbero dato esito negativo quanto alla presenza di Dna riconducibile a Chiara Poggi. La consulenza, firmata dagli esperti della difesa Stasi Ugo Ricci e Pasquale Linarello, è stata acquisita dalla Procura.

Secondo quanto riportato dai pm, dell’esito negativo non ci sarebbe traccia nel fascicolo della precedente indagine e il risultato non sarebbe stato approfondito all’epoca. Il tema è stato affrontato anche nelle deposizioni del generale Luciano Garofano e di altri due ex ufficiali dei Ris, tra cui il capitano Marino. A loro carico non risultano contestazioni, ma la Procura ha parlato di una possibile omissione nella valutazione di alcuni esami. I consulenti Carlo Previderè e Pierangela Grignani hanno confermato l’esistenza delle contro-analisi, ritenendo necessario un esame più approfondito.

Le tracce nella villetta

Per quanto riguarda la traccia palmare numero 33, i consulenti dell’accusa Gianpaolo Iuliano e Nicola Caprioli hanno sostenuto che le osservazioni della difesa Sempio non introducano elementi tali da cambiare le precedenti conclusioni tecniche. La traccia è stata attribuita a Sempio sulla base di 15 punti di contatto. Gli esami dei Ris di Roma hanno inoltre mostrato che la presenza di calce e di particolato minerale alcalino nell’intonaco può ostacolare i test per rilevare il sangue. Un risultato negativo, quindi, non dimostrerebbe da solo l’assenza di sostanza ematica o di Dna sulla superficie.

Gli accertamenti hanno riguardato anche l’orma di scarpa a pallini rinvenuta sulla scena. I consulenti della Procura non hanno rilevato un’incompatibilità fisica tra la conformazione del piede di Sempio e la traccia lasciata dall’assassino. La patologa forense Cristina Cattaneo ha osservato che un aumento di peso può modificare nel tempo larghezza e volume del piede. Per questo, una scarpa modello Frau di numero 42, ritenuta compatibile con le dimensioni del piede di Sempio all’epoca, potrebbe non corrispondere alla misura portata oggi.

Tra gli atti non figura invece la consulenza psichiatrica affidata a Roberto Catanesi. Il perito ha spiegato di aver esaminato il materiale investigativo, ma di non poter rispondere ai quesiti sulla capacità di intendere e volere e sulla pericolosità sociale senza un esame clinico diretto. Sempio non aveva dato la propria disponibilità a sottoporsi alla valutazione. Restano inoltre contestate dalla Procura le ricostruzioni alternative della difesa sulle fasi dell’aggressione, sul luogo dell’omicidio, sul lavaggio e sul percorso successivo, ritenute prive di riscontri dal consulente dell’accusa Andrea Berti.