Nessuna scorciatoia e nessuna richiesta di riduzione della pena. È questa la linea ribadita dai legali di Andrea Sempio, indagato nell’inchiesta bis sul delitto di Garlasco. L’obiettivo della difesa, ha spiegato l’avvocata Angela Taccia, che assiste Sempio insieme al collega Liborio Cataliotti, è arrivare al proscioglimento o all’assoluzione, partendo dalla convinzione che il loro assistito non abbia commesso il delitto.
La precisazione è arrivata dopo le dichiarazioni rilasciate da Taccia venerdì sera durante la trasmissione televisiva Quarto grado. In quell’occasione la legale aveva illustrato le ragioni del rifiuto opposto da Sempio all’esame richiesto dal consulente della procura, lo psichiatra Roberto Catanesi.
Il colloquio con il consulente
Dopo essersi consultato con i propri difensori, Sempio ha scelto di non incontrare personalmente lo psichiatra. Catanesi aveva chiesto di esaminarlo per completare il proprio lavoro nell’ambito dell’inchiesta. Ai pm è stato infatti richiesto un parere su due aspetti: la pericolosità sociale dell’indagato e la sua capacità di intendere e volere.
La decisione della difesa si inserisce nel quadro dell’inchiesta bis sul delitto di Garlasco, senza modificare la posizione processuale di Sempio, che resta indagato. I suoi avvocati sostengono che il confronto con il consulente non debba essere interpretato come uno strumento per ottenere una pena più contenuta, ma che la prospettiva debba restare quella del pieno proscioglimento o dell’assoluzione.
La posizione della difesa
Taccia ha quindi chiarito che il rifiuto dell’incontro non rappresenta, secondo la linea difensiva, una richiesta di trattamento più favorevole. La strategia indicata dai legali punta invece a contestare l’ipotesi accusatoria e a sostenere l’estraneità di Sempio ai fatti oggetto dell’indagine.