La Procura di Pavia ha disposto due nuove consulenze integrative nell’ambito dell’inchiesta bis sulla morte di Chiara Poggi. Al centro degli accertamenti resta Andrea Sempio, che allo stato attuale è l’unico indagato nel procedimento sulla vicenda di Garlasco.
Gli incarichi si inseriscono nella fase conclusiva delle indagini preliminari e si aggiungono alla consulenza psichiatrica affidata a Roberto Catanesi. Quest’ultima dovrà valutare la capacità di intendere e di volere di Sempio, oltre all’eventuale pericolosità sociale dell’indagato.
Gli approfondimenti sul Dna
La prima delle nuove consulenze riguarda il profilo genetico di Andrea Sempio ed è stata affidata al genetista pavese Carlo Previderè. L’obiettivo è esaminare più nel dettaglio gli elementi già emersi dalle analisi eseguite nel corso dell’inchiesta.
Secondo la genetista Denise Albani, il profilo riconducibile a Sempio sarebbe compatibile con il materiale individuato sotto le unghie di Chiara Poggi. L’interpretazione di questo risultato presenta però alcune criticità, che hanno portato la Procura a disporre ulteriori verifiche prima di trarre conclusioni investigative.
La verifica sull’impronta
Il secondo incarico riguarda l’impronta di una scarpa rinvenuta nella casa di via Pascoli, luogo dell’omicidio. L’accertamento è stato affidato a Cristina Cattaneo e dovrà concentrarsi sulle misure del piede di Sempio e sulla possibile compatibilità con l’impronta lasciata da una calzatura dotata di suola a pallini.
La consulenza dovrà quindi chiarire se uno degli elementi materiali raccolti sulla scena del delitto possa essere ricondotto all’indagato. Anche in questo caso si tratta di un approfondimento tecnico, inserito nel più ampio lavoro della magistratura per ricostruire la dinamica dei fatti e valutare il peso degli elementi raccolti.
Le due consulenze dovrebbero essere depositate nei prossimi giorni e comunque entro il 28 settembre, termine indicato dalla Procura di Pavia per la conclusione delle indagini preliminari. Gli accertamenti sono stati disposti dopo l’avviso di conclusione delle indagini notificato a Sempio il 7 maggio.
Al termine di questa fase, la Procura dovrà assumere le proprie determinazioni sul futuro del procedimento. Tra gli scenari ipotizzati c’è una possibile richiesta di rinvio a giudizio, sulla quale sarebbe poi chiamato a pronunciarsi un giudice sulla base degli atti raccolti e degli elementi a carico dell’indagato.
Resta inoltre sullo sfondo la revisione del processo di Alberto Stasi, già condannato a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi. L’eventuale sospensione del giudizio in attesa degli sviluppi di quel procedimento è al momento soltanto un’ipotesi. Le nuove consulenze rappresentano dunque gli ultimi passaggi scientifici prima delle valutazioni della magistratura.