Memoria civile

Dalla Chiesa, il ricordo a 44 anni dalla strage

Mattarella e Lissia rilanciano impegno istituzionale contro mafia

Dalla Chiesa, il ricordo a 44 anni dalla strage

Quarantaquattro anni dopo la strage di via Carini, le istituzioni hanno ricordato il generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso in un attentato mafioso insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente di scorta Domenico Russo. Il ricordo è stato rinnovato a Pavia, nel segno dell’impegno per la legalità e della difesa dei valori istituzionali.

La vicenda del generale

Dalla Chiesa era stato nominato prefetto di Palermo nel 1982. Il suo insediamento avvenne il 30 aprile, lo stesso giorno dell’omicidio del sindacalista Pio La Torre. Quattro mesi più tardi, il generale fu assassinato in via Isidoro Carini durante un attentato mafioso nel quale persero la vita anche la moglie e il componente della scorta.

La figura del generale resta legata alla lotta dello Stato contro la criminalità organizzata e all’impegno delle istituzioni nella tutela della legalità. La ricorrenza ha riportato al centro il valore della memoria delle vittime e il significato delle responsabilità pubbliche di fronte alle minacce mafiose.

Il richiamo alle istituzioni

In una nota, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato del “prezioso lascito” di Dalla Chiesa e dell’esempio offerto da tante donne e uomini delle istituzioni che non hanno ceduto a sopraffazioni, complicità e connivenze con gli interessi criminali. Nel suo messaggio, il capo dello Stato ha richiamato l’affermazione dei valori costituzionali di libertà e democrazia.

Le parole di Mattarella sono state riprese dal sindaco di Pavia, Michele Lissia, che ha ribadito l’impegno dell’amministrazione comunale nella lotta per la legalità. Il richiamo si inserisce nel ricordo di una strage che, a distanza di decenni, continua a rappresentare un passaggio centrale nella storia del contrasto alla criminalità mafiosa e nella difesa delle istituzioni.