Sono cominciate martedì mattina le lezioni del semestre filtro per gli studenti interessati all’accesso alla facoltà di Medicina dell’Università di Pavia. Nel capoluogo pavese gli iscritti sono complessivamente 1.148, coinvolti nella nuova modalità di selezione introdotta dalla riforma promossa dalla ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini.
Il nuovo sistema prevede che il test d’ingresso venga sostenuto dopo la frequenza di un ciclo di lezioni propedeutiche. Il percorso rappresenta quindi il primo passaggio per gli studenti che intendono proseguire gli studi in Medicina, ma ha suscitato critiche anche nei mesi scorsi, soprattutto per le modalità organizzative e per la possibilità concreta di seguire le lezioni in presenza.
Le modalità di frequenza
Le attività didattiche si tengono al Campus della salute. Gli spazi disponibili, tuttavia, non consentono a tutti gli iscritti di partecipare fisicamente alle lezioni. Secondo le stime dell’ateneo, saranno circa 700 gli studenti presenti in aula, mentre gli altri potranno seguire le spiegazioni a distanza oppure attraverso una modalità mista.
La frequenza, dunque, sarà organizzata combinando presenza e collegamento online, per permettere a tutti gli iscritti di partecipare al semestre. La disponibilità di formule diverse risponde al numero elevato di studenti coinvolti, superiore alla capienza necessaria per accogliere contemporaneamente l’intera platea al Campus della salute.
Le prove e la graduatoria
L’esito del percorso dipenderà dagli esami fissati in due sessioni: la prima è prevista il 10 dicembre, la seconda l’11 gennaio 2027. I voti ottenuti determineranno il posizionamento degli studenti nella graduatoria e, di conseguenza, la possibilità di continuare il corso di laurea in Medicina a Pavia.
Il semestre filtro non porterà tutti gli iscritti direttamente alla prosecuzione degli studi. Chi non supererà le prove potrà essere indirizzato verso un corso di laurea affine, con il riconoscimento degli eventuali crediti maturati nel frattempo. Saranno quindi gli esami e la graduatoria a stabilire, tra la fine dell’anno e l’inizio del successivo, quali studenti potranno proseguire il percorso scelto e quali dovranno orientarsi verso un diverso indirizzo universitario.